Archive for: April 2011

La rivoluzione scientifica. Quella del III secolo a.C.

La “rivoluzione scientifica”, ci hanno insegnato, è quella che da Copernico e Galileo, nel 1600, arriva a Newton e conduce dritta dritta all’Illuminismo. In realtà tutte le scoperte dell’età dei lumi, sono molto molto più antiche ed affondano le radici nei regni ellenistici, tre o quattro secoli prima di Cristo.

I recenti studi del professor Russo ci danno infatti un’idea di cosa fosse l’Egitto tolemaico: sappiamo tutti dei grandi successi filosofici e tecnologici raggiunti in epoca ellenistica ma ci sono cose che sicuramente non possiamo immaginare. Partiamo da Alessandria d’Egitto, che era la città più importante e tecnicamente all’avanguardia in questo periodo: oltre alla costruzione ambiziosa della grande biblioteca e del “meraviglioso” Faro (tra le sette meraviglie del mondo, 95 metri di altezza ed un sistema parabolico di specchi rotanti che riuscivano a proiettare la luce fino a 50 km di distanza per dare l’orientamento alle navi. Sostanzialmente è lo stesso sistema adottato per i fari moderni, riscoperto però solo negli ultimi secoli), la città si avvaleva nel III secolo a. C. di un efficiente sistema di illuminazione notturno per mezzo di lanterne che ardevano l’intera notte, di un sistema di depurazione dell’acqua del Nilo attraverso filtri, di canali sotterranei che  la smistavano poi a diverse abitazioni e di una strada sopraelevata che univa l’isola di Faro alla città, passando sopra una grande diga.

Tra i grandi intellettuali che lavorarono tra il IV ed il I secolo a.C. troviamo i nomi di Euclide, Ctesibio, Aristarco di Samo (che introdusse la visione eliocentrica del sistema solare) e Archimede di Siracusa.  Sappiamo che ad Eratostene fu attribuita la prima carta geografica del mondo, in cui era presente la concezione della sfericità della terra e la divisione in linee simili alle nostre latitudini e longitudini. Inoltre misurò con ottima approssimazione il grado di meridiano terrestre, fissando come riferimento quello passante per Alessandria, come poi in epoca moderna fu considerato quello passante per Greenwich.

Ma possiamo vedere l’avanzamento scientifico anche nella vita quotidiana della popolazione ellenistico-tolemaica: oltre alla selezione genetica volta a migliorare le caratteristiche sia di animali che di piante, alla costruzione di un vero e proprio antenato del “canale di Suez” che permetteva la navigazione dal mar Rosso al Mediterraneo sfruttando una ramificazione del Nilo, si era riusciti a regolare le piene del grande fiume ed a convogliarle in canali per l’irrigazione dei campi, a bonificare larghe zone paludose per metterle a coltura ed a costruire macine che funzionavano attraverso mulini ad acqua. Esisteva inoltre una macchina seminatrice ed una mietitrice meccanica automatica  e si praticava l’incubazione artificiale delle uova.

Anche in campo bellico si raggiunsero alti livelli tecnologici, con catapulte potentissime e balestre a ripetizione. Tralasciando gli enormi progressi raggiunti in ambito medico, sappiamo che già esistevano lenti che ingrandivano e rimpicciolivano oggetti e l’astronomia era molto studiata. Avevano costruito vari tipi di macchine al vapore e persino una sorta di distributore automatico che erogava una certa quantità di liquido dopo l’introduzione di alcune monete in una fessura. Ricordiamo che esistevano organi ad acqua che suonavano melodie automaticamente tipo carillon ed automi che potevano “recitare” (famoso in quest’epoca fu lo studio sugli “automi” i progenitori dei nostri robot).

Il progresso scientifico subì una battuta d’arresto con la conquista di Roma, con poi varie riprese in epoca imperiale. I testi antichi furono conservati per tutto l’arco del medioevo e ristudiati in epoca rinascimentale, per condurre ai sopracitati scienziati che altro non fecero che basarsi sulle antiche teorie e verificarle, lo stesso Newton dichiarò nei suoi scritti di essersi basato sulle osservazioni degli antichi per le sue scoperte. Quindi la “rivoluzione scientifica” è attribuita del tutto arbitrariamente alle sole menti moderne (seppur geniali!) ed è frutto piuttosto di una lenta riscoperta di un mondo antico tecnologicamente e culturalmente molto avanzato.i calcoli di Eratostene sulla circonferenza terrestre

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Le alternative ai grassi “cattivi” della Nutella

So che queste righe non faranno piacere alla maggior parte di quelli che le leggeranno, ma devo scriverle perché certe cose bisogna saperle. La Nutella. La Nutella è buona, ma non è fatta di nocciole. E’ una cosa schifosamente grassa che il nostro stomaco odia perché ci deve mettere tutta la sua buona volontà per digerirla; è infatti composta per metà da zuccheri (se non mi credete guardate i valori nutrizionali dietro il barattolo!) e da un buon 30% da grassi (l’olio vegetale non è l’eccellente olio d’oliva con cui condite l’insalata!) che non sono proprio un toccasana e solo per il 13% di nocciole. Al di la di leggende metropolitane che parlano di ossa tritate di  animali o di sangue animale all’interno che qui non prenderemo per vere (ma lascio voi e me stessa con il beneficio del dubbio), è giusto sapere che di recente vi è stato un dibattito a livello europeo sul considerare o no questo prodotto dannoso ed apporvi una specifica etichetta, tipo quella delle sigarette, “causa obesità”. Le pubblicità, in questo e molti altri casi, sono fuorvianti: se tutte le mattine mangiassimo quello che ci consiglia il cuoco della nazionale o qualcosa in più poi dovremmo saltare il pranzo. I nutrizionisti dicono di evitarla come la peste nera, io, siccome sono golosa ed adoro i dolci vi do un’alternativa migliore: ormai i nostri cibi sono quasi tutti di dubbia provenienza, non sappiamo mai se gli ingredienti che ci mettono sono buoni o meno e anche comprando la crema di nocciole di un’altra marca non possiamo essere sicuri di non stare passando dalla padella alla brace, quindi sono dell’idea che “chi fa da se fa per tre”. Cercate sul web ricette per fare la Nutella in casa, gettate tutto nel robot da cucina e vi verrà fuori una crema deliziosa con nocciole (vere!), cacao, latte e panna. Sento molte esperte massaie o svogliati casalinghi che mi rispondono di non avere tempo per fare le cose in casa ma preparare da soli certi i dolci è molto più veloce di quanto si possa immaginare ed anche economico; ovvio, se dovete preparare la Sacher torte ci vorrà qualche ora ma per i ciambelloni o i rotoli di pan di spagna (che tagliati sono le “girelle”!) ci vogliono dieci minuti più i tempi di cottura, e non si è vincolati a rimanere seduti davanti al forno a guardare la nostra opera che si cuoce! Se qualcuno è interessato ho molte ricette rapide e sane per le quali non serve certo una grande abilità. Noi siamo adulti e va bene, avveleniamoci come ci pare, ma i bambini?

http://www.mezzokilo.it/ricetta/nutella-o-crema-di-nocciole-fatta-in-casa-semplice-golosita-tutta-da-spalmare

http://cosacucino.style.it/oggi-preparo-ricette-spedite.php?id_piatto=inv44ab764202948&query=||10|2||1|||||||||&page=3&ricetta=nutella_fatta_casa

La storia dell’acqua

Prendetevi 10 minuti per per guardare questo video e smettiamo di farci prendere in giro.

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Ma che ce vengo a fa se poi invece de risparmià te devo da la mancia a te?

 

Nel primo atteso e soleggiato venerdì di primavera, di ritorno
dall’università, mi imbatto nel distributore Auchan. Dando una rapida occhiata
al prezzo del carburante vedo: benzina verde 1.469. Ottimo! Penso. Entro nel
distributore e c’è una fila di una dozzina di macchine, non sono poi tante ma
calcolando che è la mezza, concludo che
molti altri come me hanno svoltato appena visto il prezzo.

Controllo il portafoglio. Porc.. Ho solo 5 euro! (ho appena fatto la
spesa). Mi faccio prestare i soldi dal mio passeggero tutto quello che ha! Dato
che ho trovato una pompa di benzina conveniente, conviene approfittarne! in
totale abbiamo 20 euro, peccato non poter fare il pieno. Nel quarto d’ora di
coda, commentiamo alcune macchine, ed entriamo nella parentesi immancabile di quanto
sia aumentata la benzina. A tal proposito è di pochi giorni fa la comunicazione
del governo di non tagliare i fondi per la cultura e lo spettacolo, ad esempio
è stato revocato l’aumento di 1 euro sul prezzo del biglietto del cinema. Lo
stesso quantitativo di denaro verrà recuperato (“rubato”) aumentando di 0,1 o
0,2 centesimi il carburante.

Certo che è strano, oggi sono tutto contento di aver trovato un benzinaio
che fa la senza piombo a 1.469 quando fino a pochi mesi fa un prezzo del genere
non si vedeva neanche alla Shell (nota compagnia di distributori fra le più
care!).

Arriva finalmente il mio turno e noto che solo uno dei due
distributori è operativo, perché l’altro è esaurito!

C’è il solito extracomunitario che ti mette la benzina, è talmente
indaffarato che non faccio in tempo a dirgli, come solitamente accade: ”faccio
io” per evitare il solito imbarazzo nel non dargli la mancia!..

Finito di mettere le 20 euro di benzina, mi chiede la mancia.

E il mio cervello fa un rapido calcolo. Ho messo solo 20 euro di
benzina a 1.469 al litro quindi mettendo 13,61 litri, se gli dovessi dare la
mancia.. diciamo di 0,50 centesimi è come se avessi pagato questi 13,61 litri
20,50 euro ciò significa che avrei pagato al litro 1.5162.

Spietato gli rispondo: “ma che ce vengo a fa se poi invece de
risparmià te devo da la mancia a te?”

E in più mi sono fatto un quarto d’ora di fila per niente? Quest’altra
l’ho solo pensata.

Ora io mi sono dispiaciuto di non avergli dato la mancia e di avergli
detto così ma mi è salito proprio dal più profondo del cuore! Ripensandoci a
freddo, ho fatto bene. Se gli avessi dato la mancia, avrei pagato la benzina
come ad un altro distributore perdendoci, in più, il tempo dell’attesa!

Chiamatemi cinico ma ci sono rimasto male di esserci rimasto male. In
una situazione del genere era la cosa giusta da fare.

Lo rifarei.

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Aromi naturali/Aromi artificiali

Per chi sta sempre attento alle etichette sicuramente avrà notato che in tutti i prodotti alimentari c’è una voce che non manca mai.
Quello che cui voglio parlarvi in questo articolo sono gli Aromi.
Quando per la prima volta ho letto questa dicitura subito mi sono venuti in mente gli aromi che regolarmente vengono usati in cucina quindi mi sembrava abbastanza ovvio che li utilizzassero anche a livelli industriali per insaporire le cose che mangiamo.
Ma non mi sono fermato alla prima apparenza.
Purtroppo per me, e per voi che mi state leggendo, sono troppo curioso e come al solito non mi fermo alla prima impressione delle cose: sono andato quindi ad investigare e quello che ho scoperto non è molto rassicurante.
La prima cosa di cui sono venuto a conoscenza è che gli aromi non vengono propriamente usati per insaporire i prodotti ma per dargli il loro sapore “naturale”, ovvero quel sapore che hanno perso durante tutto il processo di lavorazione del prodotto stesso. Nel caso peggiore invece gli aromi vengono utilizzati per alterare completamente il sapore di un prodotto che altrimenti risulterebbe “cattivo”.

La seconda cosa che ho notato è che gli aromi non sono tutti uguali ma sono divisi in due categorie secondo la vigente legislazione europea. Da una parte infatti ci sono gli “aromi naturali” che sono nient’altro che l’estratto naturale di animali o vegetali dall’altra parte invece ci sono gli “aromi”, non meglio specificati, che rappresentano un universo vastissimo di prodotti chimici, creati in laboratorio al solo scopo di far assumere al prodotto finali il sapore desiderato.
La mia conclusione è che ci stanno “truffando”!
Perché?
Perché se io compro il mio buonissimo succo di frutta e poi scopro che dentro in realtà di frutta ce ne sta ben poca e tutto il resto è acqua sporca con l’aggiunta di puzza di frutta, per come la vedo io stanno ingannando me ed il mio palato spacciandomi un prodotto per qualcosa che in realtà non è.

Ma il problema non finisce qui. Finché gli aromi sono naturali potrei anche accettare la “truffa”, ma come la mettiamo con quelli chimici? In realtà cosa ci stiamo mangiando?

Questi “aromi artificiali” come potete immaginare sono prodotti di sintesi ottenuti con procedimenti chimici e ovviamente non hanno equivalenti in natura ma ne riproducono soltanto le caratteristiche organolettiche. Quindi quando vedete scritto aroma e state bevendo un succo alla pesca, in realtà vuoi state vedendo della polpa di pesca nelle quantità indicate sulla confezione a più una certa quantità di prodotti chimici che riproducono il sapore della pesca.

Ma come vengono prodotti?
Le formule degli aromi, e le aziende che li utilizzano, sono top secret quindi non sapremo mai se ci fanno più o meno male, quello che ho scoperto girando per il web è che tra i neonati sono in notevole aumento le allergie agli aromi, spesso molto difficili da diagnosticare.
Creato l’aroma, va verificata la “sensazione” che produce in bocca. Per questo si ricorre alla “reologia”, una branca della fisica che studia il flusso e la deformazione dei materiali. Delle “bocche meccaniche”, in grado di elaborare dati provenienti da svariate sonde, misurano le proprietà reologiche di un cibo: scorrimento, punto di rottura, densità, croccantezza, masticabilità, viscosità, grumosità, gommosità, duttilità, scivolosità, levigatezza, sofficità, umidità, succosità, spalmabilità, elasticità e adesività.

Un altro problema è l’assuefazione agli aromi. Infatti gli odori e i sapori sono forse l’arma più potente delle industrie del cibo per fidelizzare i consumatori. Poiché i sapori dell’infanzia lasciano un marchio indelebile, il target più ambito delle catene di fast food sono i bambini che, una volta educati al sapore dello sciroppo industriali di fragola, non saranno più capaci di riconosce il vero sapore della fragola quando questa gli verrà offerta.

Come forse sapreste il senso del gusto e dell’olfatto sono stati sviluppati dagli esseri umani e da tutti gli altri animali per distinguere i cibi velenosi o tossici da quelli commestibili ma se aggiungono aromi alle cose che mangiamo, come riusciremo a distinguerli?

Io dico che se un alimento è sano non avrà assolutamente bisogno di aromi che ne alterino e potenzino il sapore.
Quindi il mio consiglio è quello di mangiare il più possibile cose fresche e sane.

A tutti vuoi buon appetito

PS: vi avverto che in alcuni ristoranti si sta facendo largo l’utilizzo degli aromi anche in cucina. La prossima volta che mangerete una salsiccia affumicata chiedetevi se è stata realmente affumica o gli è stato iniettato all’interno l’aroma di fumo.

 

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Energia pulita numero 2(batteria con l’acqua salata)

 

Un gruppo di ricercatori della Stanford University ha sviluppato una batteria in grado di sfruttare la differenza di salinità tra l’acqua dolce e l’acqua salata per produrre energia elettrica. Yi Cui, professore associato di sicenza ed ingegneria dei materiali, che ha coordinato il team di ricerca, osserva che questa particolare batteria potrebbe consentire in futuro di sfruttare quei siti naturali, come gli estuari dei fiumi, dove vi è un incontro di acque dolci ed acque salate per stabilimenti di produzione dell’energia elettrica.

Il fattore teoricamente limitante è però la disponibilità di acqua dolce: “Abbiamo una quantità infinita di acqua dagli oceani ma sfortunatamente non è lo stesso per le acque dolci” ha dichiarato Cui, il quale ha poi spiegato a titolo indicativo che se fosse possibile sfruttare tutti i fiumi presenti al mondo, queste batterie sarebbero in grado di fornire circa 2 terawatt di energia all’anno, ovvero il 13% circa del consumo energetico del pianeta.

La batteria è simile al modello delle comuni batterie attualmente in commercio: i ricercatori hanno immerso due elettrodi, uno positivo ed uno negativo, in un liquido contenente ioni. Trattandosi di acqua di mare, in questo caso gli ioni sono sodio e cloro, ovvero i componenti del comune sale da cucina.

La batteria viene dapprima riempita con acqua dolce e viene applicata una piccola corrente elettrica per caricarla. A questo punto l’acqua fresca viene sostituita dall’acqua salata che, contenendo un maggior numero di ioni rispetto all’acqua dolce, incrementa il potenziale elettrico tra i due elettrodi. In questo modo si genera un quantitativo di energia elettrica superiore alla corrente necessaria per la carica iniziale. Per la realizzazione dell’anodo i ricercatori hanno impiegato un’asta nanoscopica di diossido di manganese che, rispetto ad altri materiali testati, incrementa di un fattore 100 la superficie di scambio con gli ioni di sodio.

La batteria realizzata ha mostrato un’efficienza energetica (la conversione, cioè, dall’energia potenziale a quella generata effettivamente sotto forma di corrente elettrica) del 74% che secondo le dichiarazioni di cui è possibile incrementare all’85% con alcune modifiche.

A questo punto si aprono però una serie di punti critici cui prestare attenzione. Innanzitutto è necessario trovare un materiale adatto per la realizzazione dell’anodo: per motivi puramente sperimentali i ricercatori hanno utilizzato l’argento, che è tuttavia troppo costoso per poter essere impiegato in un’eventuale produzione commerciale. Anche la reale applicazione pratica di questa tecnologia presenta qualche ostacolo. Se, come accennato in precedenza, gli estuari dei fiumi rappresentano locazioni ideali per la costruzione di centrali elettriche basate su queste batterie, dall’altro è opportuno considerare che gli stessi estuari costituiscono spesso aree ambientalmente sensibili.

Secondo Cui sarebbe tuttavia possibile gestire un’eventuale progetto di uno stabilimento di produzione dell’energia elettrica in maniera che abbia un basso impatto ambientale: il sito potrebbe essere realizzato non necessariamente in corrispondenza dell’estuario, ma con opportune canalizzazioni l’acqua può essere deviata verso lo stabilimento e poi reimmessa nell’estuario. In questo caso si tratterebbe infatti di una semplice mescolanza di acque dolci e salate, che verrebbero rilasciate in una zona dove vi è già il rimescolamento dell’acqua del fiume e dell’acqua del mare.

In alternativa Cui osserva che il processo non richiede necessariamente l’acqua di un fiume, ma che è possibile sfruttare anche l’acqua piovana o le cosiddette acque grigie e, eventualmente, anche le acque nere (provenienti dai sistemi fognari) a seguito di opportuni trattamenti.

Il team ha affermato che uno stabilimento che impieghi 50 metri cubi d’acqua dolce al secondo sarebbe in grado di produrre 100 megawatt, che sarebbero sufficienti per distribuire la corrente elettrica a circa 100 mila abitazioni.

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(Fonte www.businessmagazine.it)

La salute della casta

Ai cittadini viene fatto pagare fino all’ultimo centesimo il ticket sulle prestazioni sanitarie, mentre gli onorevoli e ai loro familiari (1109 soggetti) godono di un’assistenza sanitaria privata pagata dalla Camera, cioè da noi.

 

Nel 2010, i contribuenti hanno speso ben 10.117.000 (diecimilionicentodiciassettemila) euro per mantenere in salute i deputati e i loro familiari, cioè (9123€ a testa). Tre milioni e 92.000 euro per spese odontoiatriche 2788€ a testa e ci può stare), oltre tre milioni per ricoveri e interventi in cliniche private, quasi un milione di euro (976.000) per fisioterapia. Settecentomila per visite varie; 488.000 euro per occhiali (440€ a testa, ma che sono, tutti con occhiali?) e poco più di 250.000 per sedute di psichiatria e di psicologia. Proprio per sfruttare la generosità del popolo hanno chiesto indietro ben 153.000 euro di ticket pagato. Alcune spese sanitarie sono segrete… come gli interventi di chirurgia plastica, balneoterapia, massaggio sportivo… Se conosciamo queste spese lo dobbiamo ad alcuni deputati radicali che hanno chiesto i dati ai questori della Camera. Due domande sono d’obbligo: non sono un po’ troppi quasi 10000€ di spese sanitarie cadauno? Ma non sei stufo di pagare per questi privilegiati?

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(fonte www.beppegrillo.it)

Energia pulita numero 1 (piezonucleare)

L’Aquila – (di Gianfranco Colacito) – DUE FISICI DI CUI UNO ABRUZZESE SONO I NUOVI FERMI? – Manipolando lo spazio-tempo, tirano fuori energia nucleare pulita. Una geniale attuazione di principi che derivano – come ti sbagli? – da Einstein e dalla fisica quantistica. E’ il piezonucleare. Due scienziati, uno dei quali abruzzese, stanno procedendo (a grandi passi) verso un’autentica rivoluzione e proprio per questo la loro strada non è in discesa. Tutt’altro. Monte S.Cosimo, la base militare segreta e discussa presso Pratola Peligna, potrebbe essere adoperata per ospitare un laboratorio di ricerca sull’argomento che ormai la comunità scientifica identifica come ricerca piezonucleare. Uno dei fisici impegnati è Fabio Cardone, nato a Chieti e laureato in fisica all’Università dell’Aquila. L’altro è Roberto Magnani. Insieme, possono ben essere definiti i nuovi Enrico Fermi.
Vediamo di capire di cosa si parla. Fino ad oggi, sia mediante la fissione che la fusione di atomi di materiali radioattivi come l’Uranio, si produce energia nucleare. Nella fissione, che, a parte le bombe atomiche, è la sola attuabile, il problema più grande sono le scorie radioattive. Problema enorme anche nelle centrali nucleari, che anche l’Italia si accinge (dopo averci pensato e ripensato) a costruire. Cardone e i suoi colleghi, grazie anche a ricerche precedenti, hanno scelto il piezonucleare. E hanno anche ottenuto risultati eccellenti. Sono in grado di produrre energia nucleare, ma senza adoperare elementi radioattivi. Bensì elementi comuni, come ad esempio di semplice ferro.
Secondo Cardone, sono possibili reazioni nucleari utilizzando la deformazione dello spazio-tempo in prossimità dei nuclei atomici di elementi semplici. A produrre il risultato sono gli ultrasuoni, capaci di costringere atomi di ferro (ma anche di altri elementi) ad emettere neutroni, cioè energia sufficiente a innescare reazioni a catena. Gli ultrasuoni esercitano una pressione sufficiente a “spremere” neutroni.. Ciò avviene in uno spazio-tempo deformato nei dintorni dei nuclei atomici. Einstein afferma, appunto, nella sua relatività, che le masse deformano lo spazio-tempo facendovi precipitare le cose: la gravità. Ciò è vero anche se la massa è quella minuscola di un nucleo atomico. Gli ultrasuoni in tale spazio-tempo sono sufficienti a distaccare neutroni generando un flusso di energia.
In realtà, il guadagno energetico è anche conveniente, perché i neutroni ottenuti sono molto abbondanti rispetto all’energia di una comune reazione convenzionale. E non vi sono radiazioni pericolose, Alfa, Beta e Gamma. E’ la strada verso energia pulita e verso applicazioni mediche di grande rilevanza..
Ora occorrono risorse per portare avanti gli esperimenti e utilizzare apparecchiature idonee, e una decina d’anni, forse anche meno. Se l’Italia darà attenzione (e non solo) ai due scienziati, potrà conquistare nel mondo il posto d’onore che spettava, in passato, alla sua fisica e ai suoi cervelli. Basta ricordare Enrico Fermi, e anche che i suoi risultati li ebbe e come, ma negli Stati Uniti. Noi, più modestamente, non possiamo che esprimere orgoglio per un nostro conterraneo, del cui nome, tuttavia, l’Abruzzo non si è mai ricordato. Speriamo di averlo fatto noi, dando il segnale giusto. Non abbiamo venerazione e attenzione per la cultura, in questa Regione? O pensiamo che cultura sia solo scrivere versi e libri, o suonare un violino?

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Fonte(www.inabruzzo.com)

La (massonica) battaglia di Waterloo

La figura di Napoleone Bonaparte mi ha sempre affascinato.Viene considerato uno dei più grandi geni militari della storia dell’uomo e forse quello che non tutti sanno è che anche quest’ultimo era un esponente della Massoneria.Basta pensare che l’usuale gesto con cui viene spesso raffigurato,ovvero la mano destra nel risvolto della giacca,è un comunissimo gesto massonico che potete trovare in molti ritratti di personaggi appartenenti alla massoneria tra cui Marx,Lenin e numerosi presidenti americani.

Questa sera però non volevo concentrarmi sulla persona di Napoleone ma su un evento in particolare: la celebre battaglia di Waterloo.
Ebbene cercando tra i suoi protagonisti vengo a conoscenza di alcune cose molto interessanti
Lo sapevate che il duca di Wellington,il generale inglese che combatté contro Bonaparte apparteneva anch’esso alla massoneria?
Lo sapevate che Gebhard Leberecht von Blücher,generale e feldmaresciallo prussiano che agli ordini del Duca di Brunswick guidò le truppe westfaliane contro i francesi e condusse il primo attacco della cavalleria nella doppia battaglia di Jena e di Auerstadt ,era stato insignito dal 1802 al 1806 del grado di Gran Maestro della Loggia massonica “Alle tre travi”?

Tutto questo escludendo i generali napoleonici che,a quanto sembra,appartenevano alla massoneria.

Ora il mio interrogativo è semplice:come è possibile che su uno dei campi di battaglia più famosi della storia si sfidassero tre generali appartenenti alla massoneria?
E se le sorti di quella battaglia fossero già state decise?

Ovviamente queste sono solo congetture ma credo che,andando a ritroso nella storia,potremmo trovare molte più coincidenze di questo genere di quante potremmo immaginare.

Il mio invito è,come sempre,quello di informarsi e di informare.

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Intervista a Taormina,avvocato di Berlusconi

Questa è una vecchia intervista fatta a Taormina,ex avvocato di Berlusconi.
Credo sia dell’anno scorso(2010) ma è molto esplicativa.

Buona lettura

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?

«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

Mi spieghi meglio.

«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

E perché?

«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?

«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?

«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».

Come fa a esserne così certo?

«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

Tipo?

«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

Che all’epoca era Presidente della Repubblica.

«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

Quindi?

«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

Pentito?

«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.

A chi si riferisce?

«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».
Prego?

«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».

Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…

«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».

E perché?

«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».

Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?

«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali»

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