19 GIUGNO 2012. DAVANTI AGLI SCARICHI IN MARE DELL’ILVA DI TARANTO ESISTE UNA SPECIE DI… “GIACIMENTO DI PETROLIO”. (video e commento di Fabio Matacchiera – Fondo Antidiossina Taranto Onlus). Divulga questo video e sostienici in questa difficile battaglia
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Antibiotici ai bambini: ci sono rischi?
Lo scorso anno alcuni ricercatori della Yale University hanno verificato che somministrare anche un solo ciclo di antibiotici a bambini prima dei sei mesi può aumentare del 40% il rischio di sviluppare asma. Questo rischio aumenta al 70% nel caso di un ulteriore secondo ciclo.
Il dott. George Kassianos, portavoce del Royal College of General Practitioners ha affermato: “Dobbiamo essere molto cauti con le prescrizioni di antibiotici ai bambini. Inoltre, supportati da questi recenti studi, saremo in grado di convincere più facilmente i genitori della necessità di evitare gli antibiotici a meno che non siano assolutamente necessari”.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut, ha dimostrato che i bambini a cui viene prescritto almeno un ciclo di antibiotici dall’età di quattro anni in poi hanno una doppia probabilità di sviluppare malattie dell’apparato intestinale come la sindrome del colon irritabile (IBS: Irritable Bowel Syndrome) e/o il Morbo di Crohn.
Cosa dice in tal proposito la classe medica?
La classe medica si sta lentamente rendendo conto che i farmaci antibiotici possono favorire la crescita di batteri e altri organismi dannosi per l’intestino, e che possono scatenare l’insorgenza di disturbi.
Gli antibiotici inoltre distruggono i batteri “buoni” e altri microrganismi conosciuti come componenti la “microflora batterica dell’intestino”.
Il dott. Anders Hviid del Statens Serum Institute di Copenhagen, Danimarca, che ha condotto lo studio, ha affermato: “Gli antibiotici sono fra le scoperte più importanti della medicina moderna, ma la decisione del loro utilizzo clinico deve essere basato su un’attenta valutazione.
Il nostro studio ha dimostrato un collegamento con l’insorgenza di problemi all’intestino, ma non possiamo concludere che questo collegamento sia necessariamente casuale”.
E’ importante quindi avere l’intestino in salute?
Purtroppo, la medicina convenzionale rifiuta di riconoscere e capire l’importanza di avere un intestino in salute e sembra voler ignorare i problemi che possono insorgere quando viene compromesso da fattori quali gli antibiotici.
Di contro, nel campo della medicina naturale, è ormai risaputo che, qualora il numero dei batteri buoni venga compromesso dall’uso di antibiotici, contraccettivi orali, steroidi, malattie prolungate o stress, l’apparato digerente diventa instabile e i batteri nocivi, o funghi come ad esempio la Candida, naturalmente presenti nell’organismo, ma solitamente controbilanciati dai “batteri buoni”, possono crescere in maniera eccessiva.
Pertanto la Candida in forma parassitaria e’ pericolosa?
Certamente, infatti, la crescita incontrollata della Candida, se non adeguatamente curata, si può tramutare in una vera e propria infezione cronica.
La candidosi è una delle maggiori cause, anche se non l’unica, della Sindrome dell’Intestino Irritabile.
Purtroppo, molti medici rifiutano ancora di ammettere che infezioni come la Candida siano una seria condizione medica.
Secondo il mio mentore Dr. Willim Vayda, autore del libro “Chronic Fatigue The Silent Epidemic”, la Candida in questi ultimi anni ha raggiunto proporzioni epidemiche a causa delle grandi quantità di zuccheri e carboidrati raffinati che giornalmente inseriamo nella nostra dieta.
Questo, in aggiunta al diffuso uso di antibiotici, della pillola contraccettiva e della terapia ormonale sostitutiva, e dei corticosteroidei, aumenta il rischio di sviluppare una crescita abnorme di funghi e lieviti.
Con il tempo, i funghi della Candida possono penetrare attraverso le pareti dell’intestino, ormai permeabilizzato, passando quindi nei vasi sanguigni e così in tutto l’organismo.
E poiche’ attraverso le porosita’ intesinali, passano anche frazioni proteiche non ancora ridotte ad amminoacidi, queste frazioni, con il nome di polipeptidi selvaggi, entrano nel sistema circolatorio e possono passare addirittura la barriera emato encefalica e mimare o agire come “falsi neurotrasmettitori”
Una volta giunti a questo punto, può insorgere tutta una serie di disturbi quali depressione, svogliatezza, affaticamento, sensazione mattutina simile a quella di una post-sbornia, attacchi di panico, ed ansieta’.
A livello intestinale avremo gonfiore e coliche addominali, stitichezza o diarrea, e fisicamente avremo debolezza muscolare, dolori articolari e muscolari.
Purtroppo, molti medici collegano questi disturbi a isteria o malattie immaginarie.
L’ironia è che la Candida può essere facilmente curata seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati con cure omotossicologiche adeguate e prendendo integratori che possono ostacolarne la crescita, ma soprattutto, evitando ulteriori trattamenti antibiotici.
Chi abbia individuato e/o ritenga che la candidosi sia la causa dei propri disturbi, farebbe bene a consultare un nutrizionista o un naturopata/ omeopata.
Questi possono consigliare un approccio terapeutico per depurare l’organismo dalle tossine, riequilibrare la flora intestinale e riparare il danno alle pareti intestinali.
Fonte:la leva di archimede
Un cardiochirurgo di fama mondiale ci illumina su ciò che provoca realmente le malattie cardiache
Noi medici con tutta la nostra formazione, la conoscenza e l’autorità spesso acquisiamo un ego piuttosto grande che tende a rendere difficile ammettere che abbiamo torto. Così, eccomi qui. Ammetto di aver sbagliato. Da cardiochirurgo con 25 anni di esperienza, dopo aver effettuato oltre 5.000 interventi chirurgici a cuore aperto, oggi è il mio giorno per riparare al torto fatto come medico e scienziato.

Ho studiato per molti anni con altri medici importanti etichettati come “opinion makers” (autorità del settore). Bombardati continuamente dalla letteratura scientifica, frequentando seminari di formazione, noi professionisti, abbiamo insistito che le malattie cardiache sono semplicemente il risultato della presenza di colesterolo nel sangue.
L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo e una dieta che limita fortemente l’assunzione di grassi. La limitazione di quest’ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache. Deviazioni da queste raccomandazioni sono sempre state considerate eresia e potrebbero apparire come negligenza medica.
Non funziona!
Queste raccomandazioni non sono più scientificamente e moralmente difendibili. La scoperta pochi anni fa che l’infiammazione della parete arteriosa è la vera causa delle malattie cardiache, sta lentamente portando ad un cambiamento di paradigma nel modo in cui le malattie cardiache e altre malattie croniche saranno curate.
Le raccomandazioni dietetiche, a lungo termine, hanno creato epidemie di obesità e diabete, le cui conseguenze fanno impallidire qualsiasi piaga storica in termini di mortalità, sofferenza umana e disastrose conseguenze economiche.
Nonostante il fatto che il 25% della popolazione prende costosi farmaci che contengono statine e nonostante il fatto che abbiamo ridotto il contenuto di grassi della nostra dieta, più americani moriranno quest’anno di malattie cardiache rispetto al passato.
Le statistiche dell’American Heart Association mostrano che 75 milioni di americani soffre di malattie cardiache, 20 milioni hanno il diabete e 57 milioni hanno pre-diabete. Questi disturbi colpiscono le persone sempre più giovani in numero maggiore ogni anno.
In poche parole, senza un’infiammazione presente nel corpo, non c’è modo che il colesterolo si accumuli sulla parete del vaso sanguigno causando così malattie cardiache e ictus.
Senza l’infiammazione, il colesterolo è libero di muoversi in tutto il corpo come natura vuole. E’ l’infiammazione che causa l’accumulo di colesterolo.
L’infiammazione non è una cosa complicata – è semplicemente una difesa naturale del corpo ad un invasore estraneo, come tossine, batteri o virus. Il processo di infiammazione è perfetto nel modo in cui protegge il corpo da questi invasori batterici e virali. Tuttavia, se esponiamo frequentemente il corpo ai danni da tossine o alimenti che il corpo umano non è stato progettato per elaborare, si verifica una condizione chiamata infiammazione cronica. L’infiammazione cronica è nociva tanto quanto l’infiammazione acuta è benefica.
Quale persona ragionevole vorrebbe intenzionalmente esporsi ripetutamente ad alimenti o altre sostanze che sono note per causare lesioni al corpo? Beh, forse i fumatori, ma almeno hanno fatto questa scelta volontariamente.
Il resto di noi ha semplicemente seguito i consigli della dieta tradizionale a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di grassi polinsaturi e carboidrati, non sapendo che stavamo causando lesioni ripetute ai nostri vasi sanguigni. Queste lesioni creano un’infiammazione cronica che porta a malattie cardiache, ictus, diabete e obesità.
Lasciatemelo ripetere: le lesioni e l’infiammazione dei nostri vasi sanguigni sono causate dalla dieta a basso contenuto di grassi raccomandata per anni dalla medicina tradizionale.
Quali sono i maggiori colpevoli dell’infiammazione cronica? Molto semplicemente, sono il sovraccarico di carboidrati semplici e altamente trasformati (zucchero, farina e tutti i prodotti derivati) e l’eccessivo consumo di omega-6, oli vegetali come soia, mais e girasole, che si trovano in molti alimenti trasformati.
Provate a pensare di strofinare ripetutamente con una spazzola rigida la nostra pelle morbida finché non diventa tutta rossa e quasi sanguinante. Pensate di fare questo più volte al giorno, tutti i giorni per cinque anni. Se si potesse sopportare questa dolorosa spazzolatura, si arriverebbe ad avere un’area gonfia, sanguinante e
infetta che si aggrava dopo ogni ripetuto attacco. Questo è un buon modo per visualizzare il processo infiammatorio che potrebbe essere in corso nel vostro corpo in questo momento.
Il processo infiammatorio è lo stesso, indipendentemente da dove avviene, esternamente o internamente. Io ho guardato dentro migliaia e migliaia di arterie. La parete di un’arteria malata fa pensare proprio a qualcuno che la abbia ripetutamentestrofinata con una spazzola. Più volte al giorno, ogni giorno, i cibi che mangiamo creano piccole ferite che si aggiungono a ferite, stimolando l’organismo a rispondere in modo continuo all’infiammazione.
Mentre noi assaporiamo il gusto di un dolce appena cotto, il nostro corpo risponde in modo allarmante, come se un invasore straniero fosse arrivato a dichiarare guerra. Gli alimenti carichi di zuccheri e carboidrati semplici o elaborati con oli omega-6 per la lunga conservazione, sono stati il pilastro della dieta americana per sei decenni. Questi alimenti hanno lentamente avvelenato tutti.
Come mai mangiando un semplice dolce l’infiammazione aumenta fino a farti male?
Immaginate di versare dello sciroppo sulla vostra tastiera e di avere una visuale di ciò che avviene all’interno. Quando consumiamo carboidrati semplici come lo zucchero, lo zucchero nel sangue aumenta rapidamente. In risposta, il pancreas secerne insulina il cui scopo primario è quello di guidare lo zucchero in ogni cellula in cui c’è fabbisogno di glucosio. Se la cellula è piena e non necessita di glucosio, lo zucchero in eccesso viene respinto per evitare di inceppare il meccanismo.
Quando le cellule già sature rifiutano il glucosio extra, lo zucchero nel sangue aumenta, viene prodotta più insulina e il glucosio viene convertito in grasso immagazzinato.
Cosa ha a che fare tutto questo con l’infiammazione? Il livello di glucosio viene controllato in un intervallo molto breve. Le molecole di zucchero in eccesso si uniscono ad una varietà di proteine che a loro volta vanno a colpire la parete del vaso sanguigno. Questo danno ripetuto alla parete del vaso sanguigno scatena l’infiammazione. Quando si supera il livello di zuccheri nel sangue più volte al giorno, ogni giorno, è esattamente come prendere della carta vetrata e strofinarla nei tuoi delicati vasi sanguigni.
Anche se non sei in grado di vederlo, ti assicuro che è così. L’ho visto in più di 5.000 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico in 25 anni, che hanno tutti un denominatore comune – l’infiammazione delle loro arterie.
Torniamo al nostro dolce. Questo apparentemente innocente cibo, non contiene soltanto zuccheri, viene cotto in uno dei tanti oli omega-6 come la soia. Le patatine fritte sono immerse in olio di soia, prodotti alimentari trasformati sono realizzati con oli omega-6 per aumentare la durata di conservazione. Gli omega-6 sono essenziali: sono parte di ogni membrana cellulare e controllano ciò che accade dentro e fuori la cellula – però devono essere nel giusto equilibrio con gli omega-3.
Se l’equilibrio si sposta in un eccessivo consumo di omega-6, la membrana della cellula produce sostanze chimiche chiamate citochine che causano direttamente l’infiammazione.
La dieta americana tradizionale di oggi ha prodotto uno squilibrio estremo di questi due grassi. Il rapporto di squilibrio è nell’intervallo da 15:1 ad un massimo di 30:1 a favore degli omega-6. Questo indica l’enorme quantità di citochine che causano l’infiammazione. Un giusto, ottimale e sano equilibrio nell’alimentazione, sarebbe un rapporto 3:1.
A peggiorare le cose, l’eccesso di peso provocato da questi alimenti crea cellule di grasso sovraccaricate che a loro volta riversano grandi quantità di sostanze pro-infiammatorie che vanno ad aggiungersi ai danni causati dalla presenza di zucchero nel sangue. Il processo che è iniziato con un piccolo dolce si trasforma in un circolo vizioso nel corso del tempo, portando a problemi cardiaci, pressione alta, diabete e infine, il morbo di Alzheimer, mentre l’infiammazione continua senza sosta.
Non può sfuggire il fatto che più si consumano cibi preparati e trasformati, più agiamo sull’interruttore dell’infiammazione giorno dopo giorno. Il corpo umano non è in grado di elaborare, né è stato progettato per consumare, cibi ricchi di zuccheri e imbevuti di oli omega-6.
C’è solo un modo per spengere l’infiammazione; tornare ai cibi più vicini al loro stato naturale. Per nutrire i muscoli, mangiare più proteine. Scegliere i carboidrati che sono molto complessi, come frutta e verdura. Ridurre o eliminare i grassi omega-6 come l’olio di mais e di soia e gli alimenti trasformati che causano l’infiammazione.
Un cucchiaio di olio di mais contiene 7280 mg di omega-6; uno di soia contiene 6.940 mg. E’ più salutare usare l’olio di oliva o burro da bovini allevati a fieno.
I grassi animali contengono meno del 20% di omega-6 e hanno molte meno probabilità di provocare una reazione infiammatoria rispetto agli oli polinsaturi apparentemente etichettati come sani. Dimenticate la “scienza” che vi è stata inculcata nella testa per decenni. La scienza che afferma che i grassi saturi provocano malattie cardiovascolari, non dice il vero. Il pensiero scientifico che dice che i grassi saturi aumentano il colesterolo nel sangue non è attendibile. Dal momento che ora sappiamo che il colesterolo non è la causa di malattie cardiache, la paura dei grassi saturi è ancora più assurda oggi.
La teoria sul colesterolo ha portato alle diete senza grassi, o a basso contenuto di grassi, creando cibi che stanno provocando un’epidemia di infiammazione. La Medicina tradizionale ha commesso un terribile errore quando ha consigliato di evitare i grassi saturi a favore di cibi ricchi di grassi omega-6. Ora abbiamo un’epidemia di infiammazione arteriosa che porta a malattie cardiache e ad altri “assassini silenziosi”.
Ciò che si può fare è scegliere alimenti integrali “della nonna” e non quelli trasformati e lavorati, che oggi “la mamma” acquista nelle grandi catene alimentari. Eliminando gli alimenti che provocano infiammazione e con l’aggiunta di sostanze nutritive essenziali da prodotti alimentari freschi e non lavorati, si invertirà il processo di anni di nutrizione sbagliata e conseguentemente, i danni alle arterie.
Il Dr. Dwight Lundell è stato a capo del personale e Primario di Chirurgia all’Heart Hospital Banner, Mesa, AZ. Il suo studio privato, Cardiac Care Center si trova a Mesa, AZ. Recentemente il dottor Lundell ha abbandonato la pratica chirurgica per concentrarsi sul trattamento nutrizionale delle malattie cardiache. Egli è il fondatore della Healthy Humans Foundation che promuove la salute umana con particolare attenzione su come aiutare le grandi aziende a promuovere il benessere. Egli è anche l’autore di The Cure for Heart Disease e The Great Cholesterol Lie.
tradotto da: “La Leva di Archimede”
Lo zucchero potrebbe far diventare stupidi
Un nuovo studio dalla University of California-Los Angeles indica che un alto contenuto di fruttosio nella dieta peggiora l’apprendimento e la memoria nei ratti. Lo studio, pubblicato sul Journal of Physiology, mostra anche come gli acidi grassi omega-3 sono in grado di contrastarne gli effetti.
“I nostri risultati dimostrano che ciò che si mangia influenza il modo di pensare”, ha detto il Dott. Fernando Gomez-Pinilla, professore di neurochirurgia presso la David Geffen School of Medicine presso la UCLA e professore di biologia integrativa e fisiologia presso la Facolta ‘di Lettere e UCLA Scienza.
In precedenza veniva indicato il fruttosio come dannoso per il suo ruolo sul fegato, diabete, obesità e grassi, questo studio rivela come il dolcificante influenzi anche il cervello, secondo i ricercatori.
“Naturalmente, non stiamo parlando di fruttosio contenuto nella frutta, che contiene anche importanti antiossidanti”, ha detto Gomez-Pinilla. “Siamo preoccupati dell’alto contenuto di fruttosio aggiunto ai prodotti alimentari lavorati come dolcificante e conservante.”
Gomez-Pinilla ha studiato due gruppi di ratti che hanno consumato una soluzione di fruttosio come acqua potabile per sei settimane. Il secondo gruppo ha ricevuto anche omega-3 acidi grassi sotto forma di olio di semi di lino e acido docosaesaenoico (DHA), che protegge contro i danni alle sinapsi, i collegamenti chimici tra le cellule cerebrali che consentono la memoria e l’apprendimento.
“Il DHA è essenziale per la funzione sinaptica – la capacità delle cellule cerebrali per trasmettere segnali l’una all’altra”. “Questo è il meccanismo che rende possibile l’apprendimento e la memoria. Il nostro corpo non può produrre abbastanza DHA, quindi deve essere integrato attraverso la nostra dieta.”
Gli animali sono stati addestrati in un labirinto due volte al giorno per cinque giorni prima di iniziare la dieta sperimentale. Il team di ricerca ha testato con quale capacità i ratti sono stati in grado di percorrere il labirinto che conteneva numerosi fori, ma una sola uscita. Gli scienziati hanno messo dei punti di riferimento visivi nel labirinto per aiutare i ratti ad imparare e ricordare la strada.
Sei settimane più tardi, i ricercatori hanno testato la capacità dei ratti a recuperare la rotta e uscire dal labirinto.
“Il secondo gruppo di ratti ha percorso il labirinto molto più velocemente rispetto ai topi che non hanno assunto omega-3″. “Gli animali privati del DHA erano più lenti, e il loro cervello ha mostrato un declino dell’attività sinaptica. Le loro cellule cerebrali avevano problemi di segnalazione tra di loro, interrompendo la capacità dei ratti di pensare con chiarezza e ricordare il percorso che avevano imparato sei settimane prima.” Il nostro studio mostra che una dieta ad alto contenuto di fruttosio danneggia il cervello e il corpo.”
Quindi, assumiamo meno fruttosio aggiunto oppure se non riusciamo a farlo, mangiamo insieme cibi ricchi di omega-3, come il salmone, noci e semi di lino.
Fonte: University of California-Los Angeles Scienze della Salute
laleva.org
Articolo completo: http://tinyurl.com/zucchero-e-cervello
Inventano il pollo senza piume
Lo scienziato israeliano Avigdor Cahaner e la sua équipe di ricercatori hanno creato un pollo senza piume che appare di colore rossastro, si moltiplica più velocemente ed è più resistente al caldo.Secondo Avigdor Cahaner la mancanza di penne favorirebbe molto gli allevatori perché non vi sarebbe più alcun inquinamento dovuto dalla perdita delle piume da parte dei polli. Per cui meno spese per la pulizia degli allevamenti.
Sempre secondo il ricercatore, questa manipolazione genetica sconvolge le regole dettate dalla natura, ma dimostra che tutto sommato le penne per i polli possono essere anche un intralcio alla loro stessa vita. Ad esempio, in estate si raggiunge il maggior numero di decessi a causa del caldo, specialmente nei paesi temperati. Il pollo senza piume, essendo più resistente al caldo, è meno a rischio di decesso. Per gli allevatori dunque un altro vantaggio: meno moria delle bestie significa meno perdite di soldi.
Il ricercatore, per elogiare la sua scoperta, cita inoltre come esempio l’Africa: il pollo senza piume potrebbe benissimo vivere in questo continente contribuendo così alla carenza di cibo per la popolazione.
Un’opinione quest’ultima infondata secondo molti. Secondo altri ricercatori alcune teorie di Avigdor Cahaner sono solamente delle opinioni personali: ad esempio, i polli privi di piume pur essendo resistenti al caldo sono soggetti a scottature solari e a conseguenti malattie della pelle che, nella maggior parte dei casi, portano anche alla morte dell’animale. E poi bisogna ancora vederci chiaro sulle modalità della modificazione genetica a cui sono stati sottoposti gli animali.
Questa scoperta ha suscitando molto scalpore non solo negli ambienti scientifici di tutto il mondo, ma anche tra la gente comune. Tutti infatti si domandano: andando avanti di questo passo, cosa si potranno mai inventare in futuro certi personaggi che si auto proclamano scienziati?
La BBC propaganda le scie chimiche: potrebbero essere distribuite presto!
Adesso è anche la BBC (QUI) ad affermare che “gli aerosol atmosferici sembrano offrire il massimo effetto con il minimo investimento, e potrebbero essere distribuiti presto,” per ridurre il “cambiamento climatico”; e su questo metodo la BBC, nel suo articolo, vi mette un’immagine molto eloquente, eccola (allegata all’articolo).
Immagine tratta dalla BBC
Il punto (2) che trovate nel disegno sopra, nell’articolo è specificato come “vari tipi di “aerosol stratosferici” potrebbero essere rilasciati nell’atmosfera superiore”. La propaganda dell’uso delle scie chimiche per contrastare la bufala dell’effetto serra avanza spedita, al fine di dare un’apparenza benefica a quella che è in realtà un’operazione di avvelenamento planetario. Su questo tema avevamo già scritto tempo fa un articolo che vi chiediamo caldamente di leggere, http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2010/03/la-geoingegneria-e-i-suoi-danni.html La Geoingegneria e i suoi “danni collaterali” , dove riportavamo dichiarazioni simili a quelle rilasciate dalla BBC, ad esempio:
“Finora il lancio di materiali riflettenti nell’alta stratosfera sembra essere la più semplice e conveniente opzione. Ciò potrebbe essere realizzato utilizzando aerei ad alta quota, cannoni navali o palloni giganti. I materiali appropriati potrebbero includere aerosol di solfato ( che dovrebbe essere creato attraverso il rilascio di anidride solforosa), polveri di ossido di alluminio, o addirittura particelle ingegnerizzate auto-lievitanti e auto-orientanti progettate per migrare verso le regioni polari e rimanere qui per lunghi periodi. Se può essere fatto, la concentrazione di ombrelloni sopra i poli sarebbe un’opzione particolarmente interessante, dal momento che quelle latitudini sembrano essere più sensibili al riscaldamento globale. La maggior parte delle stime sui costi per tali strategie di geoingegneria sono preliminari e inaffidabili. Tuttavia, vi è un accordo generale che tali strategie sono economiche; la spesa totale dell’opzione più conveniente sarebbe pari a forse non più di qualche miliardo di dollari, solo l’uno per cento (o meno) del costo per abbattere le emissioni drasticamente.”
The Geoengineering Option
By David G. Victor, M. Granger Morgan, Jay Apt, John Steinbruner, and Katharine Ricke
Foreign Affairs , March/April 2009
“I militari hanno già costruito una grande quantità di aerei che dovrebbero essere richiesti per questo scenario di geoingegneria, riducendo il costo potenziale di questo metodo. Siccome i cambiamenti climatici sono un’ importante questione di sicurezza nazionale [Schwartz and Randall, 2003], i militari potrebbero essere istruiti a eseguire questa missione con gli aerei esistenti a costi addizionali minimi”
Benefits, risks, and costs of stratospheric geoengineering
di Alan Robock, Allison Marquardt, Ben Kravitz
Department of Environmental Sciences, Rutgers University, 2009
Che queste operazioni stiano già avvenendo, e non per combattere la bufala dell’effetto serra, è molto ben spiegato in questo documentario di Michael Murphy, dal titolo What In The World Are They Spraying?
Sulla bufala dell’effetto serra potete leggere anche:
l’hacking dell’ipcc e le finalità dei catastrofisti
I deliri di Lovelock: seconda puntata
Global Warming Petition Project
2084: la dittatura del carbonio?
Climategate, un anno dopo
Riscaldamento Globale ed emissioni di CO2
Lovelock, la depopolazione, l’effetto serra e la geoingegneria
Eugenetica e Ambientalismo: dal controllo della qualità al controllo della quantità
Baby Freeze: Il Controllo della Popolazione è la Nuova Soluzione al Riscaldamento Globale?
Cosa è accaduto “all’anno più caldo mai registrato”: la verità è che il riscaldamento globale si è arrestato
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E adesso leggetevi la propaganda pro scie chimiche della BBC
Gli scienziati sono alla ricerca di modi per modificare l’ambiente della Terra per controllare il riscaldamento globale – ciò è noto con il nome di geoingegneria.
Un modo per fare questo è semplicemente quello di riflettere più luce del sole, cambiando la riflettività della Terra, o albedo.
Questo potrebbe essere tentato utilizzando riflettori spaziali grandi e flessibili (1) posti in orbita attorno alla Terra. In alternativa, vari tipi di “aerosol stratosferici” potrebbero essere rilasciati nell’atmosfera superiore (2) per disperdere un po di luce indietro nello spazio. Riflettori legati alla Terra (3) potrebbero fare lo stesso. (enfasi aggiunta)
Una altro approccio è quello di ridurre direttamente il carbonio atmosferico che, tra le altre cose, porta all’aumento di temperatura. Questo potrebbe essere fatto con la “fecondazione” dell’oceano, stimolando l’assorbimento del carbonio da parte delle alghe di superficie che si depositerebbero in seguito sul fondo dell’oceano. L’esposizione delle superfici delle rocce carbonate o silicate a “erosione intensificata” potrebbe fornire un deposito per l’assorbimento di carbonio.
Un’altra proposta frequentemente citata è la cattura di anidride carbonica dall’aria per mezzo di “alberi artificiali”, seguiti da liquefazione o stoccaggio, probabilmente in serbatoi sotterranei.
http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2012/05/terremoto-in-emilia-cosa-succede.html
Non esiste un singolo “proiettile d’argento” geoingegneristico che dovrebbe essere portato avanti come soluzione onnicomprensiva al cambiamento climatico, afferma la Royal Society del Regno Unito nella sua analisi del costo di un ventaglio di proposte rispetto alla loro efficacia.
Gli aerosol atmosferici sembrano offrire il massimo effetto con il minimo investimento, e potrebbero essere distribuiti presto, ma presentano un rischio sconosciuto per l’ambiente. (enfasi aggiunta)
Le modifiche dell’albedo della superficie del deserto sono progettati per essere più efficaci della fertilizzazione degli oceani, ma entrambi potrebbero cambiare i delicati ecosistemi in modi inaspettati.
Link articolo originale: http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8338853.stm




