Tag: Cancro

Bicarbonato di sodio e il cancro – Al via la sperimentazione in Arizona

Il Dr. Mark Pagel, membro dell’University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari come sovvenzione da parte del National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. In altre parole, la sperimentazione clinica sull’uso di bicarbonato di sodio per via orale nei trattamenti contro il cancro al seno sta per cominciare! [1] Ovviamente ci sono studiosi che hanno capito che il bicarbonato di sodio (baking soda), che è la stessa cosa che può salvare la vita di una persona al pronto soccorso in un attimo, è una delle prime opzioni più sicure ed efficaci per la cura del cancro.

Quando assunto per via orale con acqua, specialmente in acqua con alto contenuto di magnesio, e quando assunto con sistema transdermico, il bicarbonato di sodio diventa una prima linea di cura per il trattamento del cancro, delle malattie renali, del diabete, dell’influenza e anche del raffreddore comune. E soprattutto, è anche uno scudo contro l’esposizione alle radiazioni, tanto che tutti dovrebbero farne uso il prima possibile. La salute di tutti è sotto pesante attacco nucleare da forti venti radioattivi che circondano l’emisfero settentrionale.

In realtà non è una sorpresa che un ricercatore dell’Università dell’Arizona abbia ricevuto questo contributo, perché proprio in Arizona la ricerca sul cancro va avanti da anni. Il Dr. Robert J. Gillies e i suoi colleghi hanno già dimostrato che il pre-trattamento dei topi con bicarbonato di sodio ha dato dei risultati di alcalinizzazione nella zona intorno ai tumori. Gli stessi ricercatori hanno riferito che il bicarbonato aumenta il pH tumorale e inibisce le metastasi spontanee nei topi con cancro al seno. [2] Riduce anche il tasso di coinvolgimento linfonodale.

Jon Barron presenta un modo di osservare il pH che ci illumina su uno dei principali vantaggi dell’acqua alcalina:

 

Gli ioni di idrogeno bloccano l’ossigeno. Ciò significa che più il liquido è acido, meno disponibile è l’ossigeno in esso. Ogni cellula del nostro corpo necessita di ossigeno per vivere e per mantenere la salute ottimale. Uniamo a questo ciò che conosciamo sugli ioni di idrogeno e vediamo che più il sangue è acido (minore è il suo pH), meno ossigeno è disponibile per essere usato dalle nostre cellule. Senza entrare in una discussione coinvolgendo la chimica, possiamo capire il meccanismo con l’esempio di un lago colpito da piogge acide. I pesci muoiono letteralmente soffocati in quanto l’acido delle piogge “lega” tutto l’ossigeno disponibile. Non è che l’ossigeno sia sparito, è semplicemente non disponibile. Quindi, se rialziamo il pH del lago (rendendolo più alcalino), l’ossigeno torna disponibile riportando il lago in vita. Per inciso, vale la pena notare che il cancro è legato ad un ambiente acido (mancanza di ossigeno), più alto è il pH (più ossigeno presente nelle cellule del corpo), più è difficile il proliferare della malattia.

Capire questo è importante per due motivi: (1) rivela uno dei benefici primari dell’acqua alcalina, più ossigeno “disponibile” nel sistema e (2) spiega quindi perchè l’acqua alcalina aiuta a combattere il cancro.

 

 

L’oceano, madre della vita, ha un pH medio di circa 8,1.

Il pH ideale per il sangue è circa 7,4, leggermente alcalino, non acido.

Jon Barron

Barron conclude:

Se stai mangiando bene e vivi in modo pulito, allora sì, puoi bere acqua comune con un pH leggermente al di sopra del neutro. Tuttavia, se stai mangiando la tipica dieta occidentale, ricca di carne, cereali, bibite e zuccheri che acidificano il corpo, allora è un’altra storia. Il tuo bilanciamento di pH è ormai così lontano dai livelli normali che per contrastarlo devi alcalinizzare l’acqua. La mia raccomandazione sul valore del pH per l’acqua da bere tutti i giorni è di circa 7,5-8, a seconda di quanto è “acida” la vostra dieta. Un consumo di acqua con pH più alto per periodi prolungati, dovrebbe essere riservato solo a circostanze particolari. Le acque di montagna più famose del mondo, le acque rinomate per le loro proprietà curative, sono altamente alcaline. Mi riferisco alle acque che scendono dall’Himalaya, e in particolare alle acque della Valle Hunza, che hanno un pH tra il 9 e l’11.

 

[1] Il bicarbonato di sodio potrebbe avere un potenziale contro il cancro: http://digitaljournal.com/article/323645

 

[2] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19276390

 

[3] Uno studio arriva da Le, et al. (1986), in uno studio campione francese, su 1.010 casi di cancro al seno e 1.950 controlli su patologie non maligne, è stato rilevato che il cancro al seno è associato all’incremento della frequenza di consumo di formaggi fermentati con muffe.

 

[4] Going, et al. (1990) hanno trovato che cristalli di weddellite (ossalato di calcio) sono presenti nelle calcificazioni presenti nel tessuto mammario di pazienti con cancro al seno. I cristalli di ossalato di calcio si formano quando il calcio si lega con l’acido ossalico. L’acido ossalico è una micotossina che può essere prodotta da differenti specie fungine. Alcuni funghi producono quantità così alte di acido ossalico tanto da venire utilizzati per la produzione commerciale di agenti chimici. L’infezione fungina nei polmoni umani da Aspergillus niger produce grandi quantità di acido ossalico.

 

[5] I ricercatori hanno esaminato il DNA umano da una varietà di tessuti e organi per identificare e quantificare le aflatossine DNA-addotti. Tali addotti sono considerati prova della presenza di micotossine in un determinato tessuto. La loro scoperta? “I tessuti tumorali avevano livelli più alti di aflatossine addotti del tessuto normale della stessa persona.”

 

[6] http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/001183.htm

 

Fonte: http://blog.imva.info/medicine/baking-soda-cancer-laugh
Tradotto da: “La Leva di Archimede

Quanto zucchero c’è nelle cose che bevi?

Lo zucchero bianco viene ricavato da un lungo processo industriale in cui lo zucchero di canna grezzo viene viene lavato con latte di calce poi, per eliminare la calce che e’ rimasta in eccesso, viene trattato con anidride carbonica.Ma non è finita qui,infatti il prodotto così ottenuto avrebbe un colore scuro quindi viene trattato con acido solforoso e poi sottoposto a cottura,raffreddamento e cristallizzazione.Infine avviene la centrifugazione.
Probabilmente starete pensando che sia finita qui.Invece siamo arrivato solo allo stadio dello zucchero grezzo da cui parte la seconda fase della lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale e’ una bianca sostanza cristallina che non ha piu’ nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza.

Tutti questi processi industriali non solo lasciano traccia di sostanze nocive e cancerogene nel prodotto finito ma privano lo zucchero che consumiamo di tutta una serie di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio.
Che sarà mai?
Ed invece no.Infatti la mancanza di queste sostanze nutritive fa si che il nostro organismo,nel momento in cui deve digerire questa porcheria artificiale,deve ricostruire in parte la catena degli elementi distrutta dal processo di raffinazione rubando quelle stesse sostanze nutritive a se stesso.

Tra gli effetti principali di un eccessivo consumo di zucchero bianco sono stati riscontrati:

–processi fermentativi a livello intestinale con eccessiva produzione di gas e distensione addominale,nonchè alterazione della flora batterica con conseguenti coliti,stipsi,diarree,ecc…
–influenza sul sistema nervoso causando stati di irritabilità,euforia ed una vera e propria dipendenza
–un aumento della glicemia nel sangue
–abbassamento delle difese immunitarie,poiche’ l’esaurimento delle forze e delle energie si traduce in una minore capacita’ di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad ammalarsi. Quando mangiamo 50 gr. di zucchero bianco, la capacita’ fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% e questa diminuzione del sistema di difesa dura circa 7 ore.
–un progressivo deterioramento delle riserve di calcio dell’organismo con conseguenze alle ossa ed ai denti
–carenza di tutte le vitamine del gruppo B
–cancro

Nell’immagine che trovate qui sotto potete vedere quanto zucchero si annida nei prodotti che consumiamo più abitualmente

Qui potete trovare un video su come viene fatto lo zucchero bianco

http://osasapere.it/blog/2011/04/26/come-si-fa-zucchero/

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Una cura per il cancro a base di erbe: ESSIAC

Come sempre ribadisco di non essere un medico e dunque vi chiedo anticipatamente scusa se mi arrogo il diritto di diffondere informazioni sulle quali non ho una conoscenza specifica.

Ragion per cui mi tengo lontano dall’esprimere un mio parere in proposito ma mi limito a diffondere studi che altri medici o ricercatori hanno fatto.

In ogni caso credo siamo tutti in grado di leggere,quindi credo che ciascuno sia ben in grado di farsi una propria opinione anche non avendo una laurea.

Probabilmente questi post potrebbero influenzare persone che sfortunatamente sono affette da questo brutto male della nostra epoca,tuttavia le invito a non prendere come oro colato le cose che pubblico ma di informarsi e soprattutto di parlare prima con il loro medico di fiducia prima di prendere qualsiasi decisione.

ESSIAC (cura a base di Essiac):
Si tratta di un antico infuso di erbe utilizzato nei secoli dagli indiani Ojibway nel Canada e riscoperto negli anni ’20 da René Caisse. La parola Essiac non e’ altro che il cognome Caisse al contrario.
Da allora centinaia di malati di cancro dichiarati terminali furono curati con successo. Sull’argomento sono stati scritti numerosi libri.
La storia incredibile ma vera che state per leggere, comincia in Canada nella regione dell’Ontario nel 1922.
Rene Caisse era capo infermiera in un ospedale e fra i malati della sua corsia noto una signora con un seno stranamente deformato. Incuriosita, le domando’ cosa fosse accaduto. La signora racconto’ che vent’anni prima un uomo di medicina degli indiani Objiwa, saputola malata di cancro al seno, le aveva fatto bere per un lungo periodo un the di erbe che l’aveva guarita. L’indiano aveva definito questa miscela di erbe e radici: “Una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia col grande spirito”
Rene fece tesoro dell’informazione e prese nota della ricetta. due anni dopo ebbe modo di sperimentarla su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco e al fegato. La zia guar”.
Rene cap” di essere di fronte ad una scoperta fantastica e in collaborazione col dott. Fisher, il medico della zia che aveva assistito al processo di guarigione, comincio’ ad usare la bevanda su altri malati terminali di cancro. I successi si ripetevano.
In quei tempi si pensava di aumentare l’efficacia di un rimedio se lo si fosse inoculato per via intramuscolare e cos” Rene comincio’ ad iniettare la tisana, ma gli effetti collaterali erano troppo spiacevoli.
Negli anni a venire, dopo studi di laboratorio condotti su topi, fu individuata l’erba iniettabile e le altre venivano fatte bere in infuso. I risultati positivi continuarono. Bisogna sottolineare il fatto che Rene mai richiese un compenso dai suoi pazienti, accettando solo le loro offerte spontanee. La voce si sparse ed altri otto dottori dell’Ontario cominciarono ad inviarle pazienti giudicati senza speranza.
Dopo i primi risultati i medici scrissero una petizione al Ministero della sanita’ Canadese chiedendo che si prendesse in seria considerazione la cura.
L’unico risultato che ottennero fu l’invio di due commissari col potere di arresto immediato nei confronti di Rene’.

FONTE:www.mednat.org

Inoltre vi rendo partecipi di questa lettera aperta che,tuttavia,non sono riuscito a capire come sia andata a finire

LETTERA APERTA AL DR. FIRENZUOLI SULLA QUESTIONE ESSIAC

Gentile dr. Firenzuoli,

sono Stefano Scoglio, Direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche di Urbino, che da anni collabora con l’Università di Urbino per la ricerca scientifica nutriceutica. Sono anche stato il primo promotore dell’Essiac in Italia, e sono autore del libro “ESSIAC”, pubblicato da Macro Edizioni.
Ho letto con enorme sorpresa il comunicato diffuso dal Suo Centro, nel quale si afferma in maniera perentoria che la tisana ESSIAC “si è rilevata inutile e addirittura dannosa al vaglio della medicina ufficiale”; e addirittura che “la miscela di erbe in questione, infatti, per quel
che comporta il tumore al seno in particolare, si è dimostrata in grado persino di incrementare la proliferazione di cellule maligne.”
Si tratta di un’affermazione molto forte, potenzialmente devastante, e dunque tale che, per essere resa pubblica con comunicati addirittura alle agenzie giornalistiche (agr.corriere.it; ANSA, etc.), deve essere supportata da dati incontrovertibili e univoci, almeno se uno vuole
essere un ricercatore responsabile e immune da un facile sensazionalismo. Invece Voi utilizzate solo due studi, non prendendo in nessuna considerazione il resto degli studi favorevole all’Essiac (che sono in numero maggiore). Ad una lettura attenta, questi stessi studi contengono importanti dati a favore dell’Essiac, che di fatto ne svuotano qualsiasi capacità di indicare l’Essiac come inutile o addirittura dannoso (dati che Voi avete omesso di citare proprio per sostenere la dannosità del prodotto).

Nel Suo comunicato si dice che “non c’è alcuna prova di efficacia” dell’ESSIAC, e questo è errato sotto diversi punti di vista. Cominciamo dal fatto che l’ESSIAC è stato usato per oltre 70 anni da decine di migliaia di malati tumorali che giurano sulla sua efficacia. Ora, sarà anche vero
che questo non è sufficiente per definire la cosa su basi scientifiche, ma occorre anche ricordare che le stesse autorità sanitarie hanno riconosciuto la validità dell’uso tradizionale addirittura costituendo a livello europeo una nuova classe di farmaci vegetali, come Lei sa bene, la cui validità è data appunto solo dal loro uso tradizionale. Non voglio certo dire che l’uso tradizionale sia di per sé sufficiente, ed eventuali studi che provino il contrario di ciò che afferma la tradizione sicuramente devono avere prevalenza; ma per rovesciare un uso tradizionale di oltre 70 anni ci vogliono degli studi solidi , studi conclusivi. E cosa abbiamo qui? Un misero e unico studio in vitro, per di più altamente contraddittorio!!! 1

Come sanno tutti coloro che si occupano di pubblicazioni scientifiche, lo studio in vitro, avendo una correlazione bassissima con l’effettiva fisiologia dell’organismo umano, serve solo per verificare che vale la pena di procedere con ulteriori studi in vivo. Certamente nessun ricercatore serio si azzarderebbe a strombazzare ai quattro venti le conclusioni di uno studio in vitro come se si trattasse di dati provati e definitivi.

E, conoscendo la Vostra dichiarata intenzione di voler fare una medicina naturale seria e scientificamente fondata, spiace dover sottolineare come il Vostro comunicato appaia soprattutto scorretto perché da nessuna parte si chiarisce che l’incremento della proliferazione delle cellule maligne si è verificata in vitro, dunque con tutti i forti limiti suddetti. Ciò ha fatto passare nell’opinione pubblica l’idea che i dati di cui parlate siano stati provati sulle donne malate di tumore al seno; e che addirittura tali dati sarebbero il prodotto di un Vostro studio specifico (come riporta, ad esempio, l’agenzia AGR)! Come lei stesso sa, si tratta di notizie false, eppure non ho ancora visto correzioni o rettifiche da parte vostra.

Ma quello che lascia veramente di stucco è il fatto che, mentre avete dato un peso assolutamente esagerato allo studio in questione, Vi siete completamente dimenticati di citare altri 2 studi in vitro nei quali l’ESSIAC ha dimostrato forti capacità di inibizione della proliferazione tumorale, uno in rapporto alle cellule del tumore della prostata 2 e l’altro in rapporto alle stesse cellule del tumore al seno 3 utilizzate nello studio da voi così “parzialmente” preferito!!!

Non basta, ma la stessa integrità degli autori dello studio in questione appare discutibile, perché questi, mentre danno estremo risalto ai risultati in cui basi dosaggi di Essiac hanno aumentato la proliferazione in vitro, ammettono solo di sfuggita, e senza riportarlo nelle conclusioni e nell’abstract, il fatto che a più alti dosaggi il prodotto “…o non ha causato alcuna stimolazione delle cellule tumorali o ne ha inibito la proliferazione.” 4 Questa ammissione rende lo studio dimezzato e contraddittorio; e questa perdita di valore diventa enorme quando si considera che questo “mezzo studio” si contrappone ad altri 2 studi favorevoli all’ESSIAC.

Anche l’altro studio da Voi citato, mi spiace doverlo dire, oltre ad essere confuso e contraddittorio, è stato utilizzato in maniera parziale e, di conseguenza, distorta. Anche questo studio, se uno legge tutto l’articolo e non solo l’abstract, alla fine è in realtà favorevole all’ESSIAC!!! Innanzitutto è da dire che si tratta di uno studio retrospettivo, ovvero di una valutazione successiva (cioè su pazienti che hanno avuto il tumore alcuni anni prima, e gli stessi autori ammettono che questo è un forte limite, limite aumentato dal fatto che alla fine solo poche
decine di consumatori di Essiac sono stati intervistati, e dalla necessariamente scarsa capacità degli intervistati di riportare in maniera adeguata stati d’animo e situazioni avvenute anni prima. Proprio per questi limiti tipici dello studio retrospettivo, a tali tipi di studi è attribuito generalmente un valore relativo e certo non definitivo. Ad ogni modo, alla fine questo stesso studio 5 risulta in realtà
favorevole all’Essiac, perché:

a) gli stessi autori ammettono che la correlazione statistica tra uso di Essiac e peggior qualità della vita non indica un ruolo negativo dell’Essiac: “La nostra ipotesi è che l’Essiac sia solo un indicatore del disagio fisico, e non la sua causa.”; e spiegano che l’Essiac, tra le poche donne intervistate, era usato da donne più giovani, meno supportate socialmente e affette da tumori più gravi, le quali semplicemente, proprio perché soffrivano di più, erano più predisposte ad usare un rimedio alternativo!

b) In realtà, al di là della valutazione statistica delle scale, gli stessi autori riferiscono che: ”Solo due donne hanno riportato minimi effetti avversi, mentre numerose donne hanno riferito effetti benefici derivati dal loro uso dell’ESSIAC”. E continuano citando tutta una serie di effetti benefici, tra cui minor fatigue, miglior sopportazione degli effetti della chemioterapia, maggior efficacia della chemioterapia stessa, e così via!!

Come si fa ad omettere dati così importanti, e scatenare una campagna di stampa con conseguenze devastanti sulla base di una lettura così superficiale e distorta?

Se tutto questo non bastasse, si può aggiungere che la Vostra equipe si è anche dimenticata di citare altri studi che corroborano quello che la tradizione e un vastissimo numero di individui affermano da decenni:

a) uno studio canadese dimostra come l’ESSIAC sia un antiossidante 10 volte più potente della vitamina E, e che la sua capacità antiossidante e antinfiammatoria è rilevante proprio in rapporto alla prevenzione tumorale; 6

b) in un altro studio sono state verificate elevate proprietà antiossidanti dell’ESSIAC, anche in rapporto ai danni sul DNA. Gli autori hanno concluso che i loro risultati “…indicano che il tè Essiac espleta una potente attività antiossidante e DNA-protettiva, attività che sono tipiche delle sostanze antitumorali naturali. Questo studio può dunque aiutare a spiegare i meccanismi alla base dei riferiti effetti antitumorali dell’Essiac.” 7

c) Infine, last but not least, la remissione di un tumore alla prostata in un paziente anziano è stata attribuita dai medici curanti all’uso dell’Essiac; e per quanto si tratti di un caso singolo e aneddotico, si tratta d’altronde dell’unico caso in cui gli effetti siano stati testati clinicamente su un essere umano. 8

E questo ci porta alla conclusione. Credo che abbiate il dovere morale di rettificare al più presto le perentorie e distorte affermazioni che avete sparso ai quattro venti. Basta fare un giro su Internet per vedere come si è moltiplicata la Vostra notizia, soprattutto grazie alla Vostra comunicazione ad agenzie come l’ANSA. In questi siti si propaga anche un altro notevole errore che avete fatto circolare, ovvero l’idea dell’ESSIAC come tisana del web. Questa versione, che ovviamente aumenta lo scandalo, dato che fa immaginare orde di malati di tumore a cui viene ingannevolmente venduta speranza da ignoti e criminali siti Internet, è falsa. La tisana ESSIAC originale, l’unica che può fregiarsi di tale nome e l’unica a cui si riferiscono gli studi citati sopra, è esclusivamente distribuita in Italia dalla ditta Nutrigea in farmacie ed erboristerie, e a quanto ne so è per lo più consigliata da medici che, come Lei, praticano medicina naturale e fitoterapia. Questo dato, guarda caso, è confermato anche dallo studio da Voi citato, che dimostra come la totalità delle donne intervistate riferiva di aver usato ESSIAC o su consiglio di persone che ne avevano tratto beneficio, o dietro consiglio del medico naturopata. Dunque nessuna “speculazione” sulla pelle dei malati. Non si capisce come mai, un “devoto” della fitoterapia come Lei non spenda la stessa energia per denunciare la vera speculazione che avviene sulla pelle della gente attraverso l’autorizzazione come farmaci chemioterapici di sostanze che hanno dimostrato
pochissima efficacia ed enormi effetti collaterali!

L’unica cosa positiva in tutta questa storia è la Vostra dichiarata intenzione di svolgere uno studio sull’uso dell’ESSIAC in oncologia, idea che mi pare meritevole del massimo supporto.
Ma perché tale studio possa essere davvero valido e credibile, dovete prima scrollarvi di dosso la sensazione di mancanza di imparzialità che avete dimostrato nei confronti dell’ESSIAC in questa occasione. Forse sarebbe opportuno che lo studio venga svolto in collaborazione con chi non ha pregiudizi nei confronti di questa storica tisana. Il sottoscritto, e gli altri ricercatori del Centro di Ricerche Nutriterapiche e dell’Università di Urbino, danno la loro piena disponibilità a collaborare con Voi nella messa e punto e gestione di tale studio.

Per qualsiasi ulteriore informazione e collaborazione, potete contattare direttamente il nostro Direttore Scientifico Prof. Franco Canestrari, M.D., Direttore dell’Istituto di Istologia e Analisi di laboratorio dell’Università degli Studi di Urbino, Via Zeppi, 61029 Urbino, tel. 0722-32168 ; fax 0722-322370; e-mail: f.canestrari@uniurb.it

Distinti saluti.
Stefano Scoglio
Direttore Centro di Ricerche Nutriterapiche

1 Kulp KS. et al., Essiac and Flor-Essence herbal tonics stimulate the in vitro growth of human
breast cancer cells, in Breast Cancer Res Treat. 2006 Aug;98(3):249-59. Epub 2006 Mar 16.

2 Ottenweller J. et al., Inhibition of prostate cancer-cell proliferation by Essiac, in J Altern
Complement Med 2004 Aug;10(4):687-91.

3 Tai J. et al, In vitro comparison of Essiac and Flor-Essence on human tumor cell lines, in Oncol
Rep 2004 Feb;11(2):471-6. In questo studio, l’ESSIAC originale ha dimostrato una capacità
inibitoria circa doppia rispetto a quella del FlorEssence, una versione modificata e non originale
della miscela.

4 Kulp KS., ibid., p. 257.

5 Zick SM. et al., Trial of Essiac to ascertain its effect in women with breast cancer (TEA-BC), in J
Altern Complement Med 2006 Dec;12(10):971-80.

6 Cheung S. et al., Antioxidant and anti-inflammatory properties of ESSIAC and Flor-Essence, in
Oncol. Rep., 2005 Nov;14(5):1345-50. Anche in questo studio l’ESSIAC originale ha dimostrato
proprietà notevolmente superiori a quelle dell’ESSIAC.

7 Leonard SS. et al., Essiac tea: scavenging of reactive oxygen species and effects on DNA damage,
in J Ethnopharmacol 2006 Jan 16;103(2):288-96.

8 Al-Sukhni W. et al., Remission of hormone-refractory prostate cancer attributed to Essiac, in Can
J Urol. 2005 Oct;12(5):2841-2.

Vitamina C:un valido aiuto contro il cancro!

Chi segue il nostro blog avrà notato che spesso posto articoli riguardanti il cancro(“Cancro:le cure proibite” e gli “Oncologi rifiutano la chemio“),non c’è un motivo in particolare,forse è qualcosa che semplicemente mi incuriosisce..fatto sta che non sono più io che vado a cercare le informazioni ma sono loro che vengono a cercare me!

Oggi infatti sono incappato per caso in questa intervista al Dott. Linus Carl Pauling,il quale asserisce,secondo i suoi studi,che la vitamina C è un validissimo alleato… ma chi è quest’uomo?

Linus Carl Pauling (Portland, 28 febbraio 1901 – Big Sur, 19 agosto 1994) è stato un chimico, pacifista e scrittore statunitense.

Egli si colloca tra i più celebri scienziati del ventesimo secolo ed è stato vincitore di due premi Nobel, per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962. Le altre personalità che hanno ricevuto due premi Nobel sono Marie Curie (fisica e chimica), John Bardeen (entrambi in fisica) e Frederick Sanger (entrambi in chimica). Pauling è stato l’unico tra essi che non li ha ottenuti in condivisione con altre personalità(Wikipedia)

Finalmente vi lascio all’intervista.
Buona lettura!

PETER BARRY CHOWKA: Dr. Pauling, potrebbe sintetizzare il ruolo che la vitamina C ha nella salute dell’uomo e la sua importanza nella salute di tutta la nazione?

LINUS PAULING: La vitamina C – acido ascorbico, sodio ascorbato o calcio ascorbato – e’ coinvolta in un gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Due delle sue maggiori interazioni sono il potenziamento del sistema immunitario e la sintesi del collagene, una sostanza molto importante che tiene unito il corpo umano.

Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L’uomo non puo’ creare collagene senza la vitamina C. Quello che mi impressiono’ 20 anni fa’ fu quando Irwine Stone (Ph.D.), indico’ che la maggior parte degli animali, escluso l’uomo e le scimmie, producevano vitamina C (2). Non fanno affidamento al cibo o alle pasticche di vitamine, gli animali producono vitamina C nel fegato proporzionata al loro peso corporeo. Per un uomo adulto le proporzioni dovrebbero essere una media di 10-12 gr (12.000 mg) al giorno. Questo valore e’ 200 volte superiore all’RDA (Raccomended Dietary Allowance – Dosaggio giornaliero raccomandato) – 200 volte rispetto a quello che la gente assume normalmente dalla sua dieta.

Questo e’ il motivo per il quale dovremmo prendere 200 volte il dosaggio di vitamina C che la FNB (Food and Nutrition Board) ci raccomanda. Il dosaggio di 60 mg stabilito dagli RDA e’ troppo lontano e sottolinea l’importante necessita’ di assumere integratori di Vitamina C.

CHOWKA: Durante gli ultimi 20 anni lei ha studiato i pazienti malati di cancro che sono stati trattati con alti dosaggi di vitamina C. Recentemente ha pubblicato diversi studi insieme con Abram Hoffer (M.D., Ph.D.) riguardante il trattamento del cancro con la vitamina C (3,4). I risultati sembrano essere molto promettenti.

PAULING: Oh, si! Mi sono interessato della vitamina C e cancro nel 1971 e ho cominciato a lavorare con Ewan Cameron (M.B., Ch.B.) chirurgo primario dell’ospedale Vale of Leven in Scozia. Cameron dava 10 gr di vitamina C al giorno a malati con cancro terminale non piu’ trattabile (5). Questi pazienti furono poi comparati da Cameron e me con pazienti con lo stesso tipo di cancro alla stessa fase terminale che erano trattati nello stesso ospedale ma da altri medici — medici che non usavano la vitamina C e che utilizzavano i trattamenti convenzionali.

I malati terminali curati da Cameron vissero molto piu’ a lungo paragonandoli a quelli che non assumevano 10 gr di vitamina C al giorno. Gli altri pazienti vissero una media di 6 mesi dopo che furono diagnosticati come terminali, mentre i pazienti di Cameron vissero una media di 6 anni.

Recentemente ho collaborato con Hoffer, un fisico che vive a Victoria (British Columbia, Canada). Hoffer tratto’ 300 pazienti malati di cancro (6) e raccomando’ a tutti loro essenzialmente lo stesso trattamento di Cameron. Ma circa un quarto o un terzo dei pazienti non seguirono il trattamento per una ragione o per un’altra: il medico di famiglia potrebbe aver detto loro che alte dosi di vitamina C li avrebbe uccisi o i pazienti potrebbero aver avuto dei problemi di stomaco e non hanno voluto continuare a prendere le vitamine.

I pazienti malati terminali di cancro che non seguirono il regime di Hoffer ebbero un tempo di sopravvivenza di circa 6 mesi. Quelli che seguirono la terapia di Hoffer ottennero risultati ancora migliori di quelli di Cameron. In media sopravvissero circa 12 anni dopo che furono diagniosticati come malati terminali non trattabili.

La terapia di Hoffer includeva 12 gr di vitamina C al giorno, circa la stessa quantita’ di Cameron, ma includeva anche quantita’ significative di altri nutrienti: 800 U.I. di vitamina E, 1000 o 2000 mg di niacina, grosse quantita’ di altre vitamine B e la vitamina A sotto forma di betacarotene. Apperentemente le altre vitamine interagiscono con la vitamina C e danno una difesa ancora maggiore contro il cancro.

Per molto tempo Cameron e io sostenevamo che ogni paziente affetto da cancro, cominciando il prima possibile nel corso della malattia, dovrebbe prendere 10 gr di vitamina C in aggiunta alle appropriate terapie convenzionali. Adesso, insieme con Hoffer, sostengo che ogni paziente malato di cancro, cominciando il prima possibile nel corso della malattia, dovrebbe prendere 10-12 e piu’ gr di vitamina C, 800 U.I. di vitamina E, alti dosaggi di altre vitamine e 200 mcg di selenio al giorno. Io penso che la terapia di Hoffer e’ la terapia che i malati di cancro dovrebbero seguire – sempre in aggiunta ad un’appropriata terapia convenzionale, dove “appropriata” significa una terapia convenzionale che abbia mostrato il suo valore per pazienti con lo stesso tipo di cancro.

CHOWKA: Lei vede progressi nella guerra al cancro?

PAULING: Si, penso di si. Ma sara’ grazie alle vitamine e non con i farmaci. Sicuramente.

CHOWKA: Cosi’ lei vede progressi nel potenziale delle vitamine e degli antiossidanti e non molti nel trattamento di tipo convenzionale che abbiamo visto fino a questo punto?

PAULING: Di certo non cercando farmaci e trattamenti miracolosi, no. Sento forte che la vitamina C ed altre sostanze ortomolecolari, come la lisina, provvederanno a controllare in maniera efficace le malattie cardiovascolari molto di piu’ di quanto sara’ possibile sul cancro. Sono molto positivo nella soluzione dei problemi cardiocircolatori.

CHOWKA: Lei ha recentemente pubblicato diversi studi sulla nutrizione e i problemi cardiocircolatori (7-8).
PAULING: Gli studi contengono un argomento molto semplice. Ho avuto molti problemi nel capire perche’ le persone che si sono occupate dei problemi cardiocircolatori non hanno pensato a questo quando 20-30 anni fa fu’ accettato dai cardiologi che la causa primaria dell’aterosclerosi e delle malattie cardiocircolatorie e’ una lesione delle pareti delle arterie in un periodo di forte stress. Cosi’ mi sono chiesto due o tre anni fa “perche’ le pareti delle arterie subiscono una lesione?”. Gli animali non subiscono queste lesioni quando sono stressati. Noi subiamo queste lesione perche’ le nostre arterie sono deboli. Perche’ son deboli? Normalmente, le arterie degli animali vengono fortificate dai depositi di collagene. L’uomo non puo’ produrre collagene senza la vitamina C. Gli uomini non assumono vitamina C a sufficienza, cosi’ le loro arterie sono deboli. Cosi’ a seguito delle varie fasi di sviluppo delle malattie cardiovascolari, arrivano le lesioni. Quindi, la carenza di vitamina C e’ la causa primaria delle malattie cardiovascolari.

CHOWKA: Possiamo pensare che la diminuzione dell’incidenza delle malattie cardiocircolatorie in questo paese e’ dovuta al fatto che gli americani prendono piu’ integratori vitaminici e in particolar modo la vitamina C?

PAULING: Oh, si. Nel 1979, Emil Ginter (Ph.D.) pubblico’ una lettera dicendo che c’era un parallelismo tra la diminuita mortalita’ a causa di malattie cardiocircolatorie e l’aumentata assunzione di vitamina C negli Stati Uniti (9).

CHOWKA: Per molti anni lei e i suoi colleghi avete affrontato una battaglia contro il potere della medicina ufficiale per portare alla conoscienza di tutti le sue idee sulla vitamina C e per la medicina nutrizionale in generale.

PAULING: Io penso che sta’ cambiando. Gli scienziati tendono a seguire le mie raccomandazioni ma ho molti piu’ problemi con l’establishment medico. Sembrano essere prevenuti, non hanno la mente aperta rispetto all’informazione disponibile a riguardo delle vitamine e altri nutrienti in relazione a malattie come il cancro e molte altre.

Recentemente, durante l’ultimo anno, parte delle mie fatiche sono state dedicate a contrastare questa strana posizione dell’establishment medico: ora hanno accettato il fatto che gli antiossidanti assunti dall’alimentazione diminuiscono l’incidenza del cancro. Ma nei loro libri e articoli continuano a dire “ma non prendete integratori vitaminici”. Questo e’ completamente fuori da ogni logica secondo il mio punto di vista. Oltretutto non danno nessuna argomentazione valida per supportare queste dichiarazioni. Uno studio di James Enstrom (Ph.D.) e suoi associati mostra quanto possa essere efficace anche una piccola quantita’ in piu’ di vitamina C assunta in forma di integratori (10).

CHOWKA: Il suo commento sull’establishment medico suggerisce un’altra domanda. Nel 1982 lei disse che, secondo il suo punto di vista, soprattutto il pubblico americano fu responsabile per i cambiamenti nella medicina moderna, specialmente per gli importanti progressi (11). E’ ancora il suo punto di vista oggi?

PAULING: Si! Penso che lo steso pubblico rispose meglio a quanto detto da me insieme a Cameron e me e Hoffer che non il mondo medico in generale. Dieci anni fa la gente mi diceva: “Ho detto al mio medico che prendo un grammo di vitamina C al giorno o tre grammi di vitamina C al giorno e lui mi ha risposto: “Non farlo, ti potrebbe uccidere, quelle vitamine sono velenose””. Cinque anni fa la gente ha cominciato a dirmi: “Ho detto al mio medico che prendo diversi grammi di vitamina C al giorno e lui mi ha detto: “Bene, non ti fara’ male. Va pure avanti se vuoi. Probabilmente non ne avrai nessun giovamento, ma se vuoi prenderle continua pure”.

Oggi mi dicono che i medici sono propensi nel dire: “Va bene, forse ti possono fare bene”, specialmente quando i pazieni mostrano un aspetto migliore di quello che il medico si aspetta da loro e dicono: “Penso che la ragione possa essere l’alto dosaggio di vitamina C e vitamina E che sto’ prendendo”. Adesso i dottori tendono ad essere d’accordo con questo punto di vista. Non so’ quanti dottori prendono l’iniziativa di prescrivere vitamine ai loro pazienti seriamente malati, ma penso che molti possano almeno essere aperti a questo.

CHOWKA: Cosa succede al Linus Pauling Institute di Scienze e Medicina in Palo Alto (California) che recentemente ha celebrato il suo 20° anniversario?

PAULING: I ricercatori stanno lavorando a diversi problemi, in particolar modo quelli che riguardano la vitamina C e altre vitamine in relazione alle malattie o, in alcuni casi, semplicemente la chimica di base delle vitamine. Un’osservazione che fecero circa tre anni fa, facendo delle ricerce in vitro e’ che l’HIV, il virus implicato nell’AIDS, veniva controllato da concentrazioni moderatamente alte di vitamina C — concentrazioni che si vedono nel flusso sanguigno prendendo dai 10 ai 20 grammi di vitamina C al giorno. Questa scoperta ha attratto l’attenzione dei ricercatori sull’AIDS del National Institutes of Health (NIH) a hanno preparato un test per determinare l’efficacia degli alti dosaggi di vitamina C nel cotrollare l’AIDS o l’infezione da HIV.

CHOWKA: Dr. Pauling, c’e’ un certo numero di altri pionieri della scienza e medicina innovativa di questo secolo come Albert Szent-Gyorgyi (M.D., Ph.D.), che scopri la vitamina C. Sfortunatamente, sembra che molta della gente di oggi non e’ cosi’ informata circa il contributo di scienziati come lei e Szent-Gyorgyi. Mi piacerebbe chiederle, quindi, come le piacerebbe essere pensato e ricordanto, specialmente dalla gioventu’ americana?

PAULING: Questa’ e’ una domanda complicata e per me e’ difficile rispondere. Credo che le future generazioni penseranno a me come “l’uomo della vitamina C”. Ma certamente questo non e’ quello che io penso di me. Per vent’anni ho solamente ripetuto le cose che diceva Stone, cosi’ come Szent-Gyorgyi stesso, circa il grande valore di alti dosaggi di vitamina C e altre vitamine. Ma Szent-Gyorgyi, che scropri e isolo’ per primo la Vitamina C nel 1927, non fu’ un grosso sostenitore dei megadosaggi vitaminici. Hoffer e Humphrey Osmond (M.D.), divennero molto dopo di lui i rappresentanti di altri dosaggi di vitamina C e niacina per i pazienti schizofrenici — dosaggi che superavano 500 o 1000 volte gli RDA (12). Io fui molto impressionato da quello che scrissero Hoffer e Humphrey Osmond, cosi’ come dalle analisi che fece Stone sulla vitamina C.

CHOWKA: E’ ottimista per il futuro?

PAULING: Si, sicuramente! Sono apparentemente ottimista di natura. Sono stato ottimista sul controllo della guerra nucleare, ottimista rispetto ad un miglioramento dei rapporti tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti e ottimista sulla medicina ortomolecolare. Oggi, molte persone sono convinte che la medicina ortomolecolare sia la medicina del futuro. E cosi’, si, sono ottimista.

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REFERENZE:

1. Dembart, L. Los Angeles Times: E-4, February 2, 1996.

2. Stone, I. Vitamin C: The Healing Factor Against Disease. New York: Grosset and Dunlap, 1972.

3. Hoffer, A., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 5: 143-154, 1990.

4. Hoffer, A., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 8: 157-167, 1993.

5. Cameron, E., & Pauling, L. Op.cit. “Since then,”

6. Hoffer writes, “my series has expanded to over 700 patients, and the data we first reported shows the same beneficial response,” Personal communication, Feb. 7, 1996.

7. Rath, M., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 6: 125-134, 1991.

8. Rath, M., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 7: 5-15, 1992.

9. Ginter, E. Am Jnl Clin Nutr, 32: 511, 1979.

10. Enstrom, J.E., Kanin, L.E., & Klein, M.A. Epidem, 3: 194-202, 1992.

11. Chowka, P.B. New Age , 8: 36-39, December 1982.

12. Osmond, H., & Hoffer, A. Lancet, 1: 316-319, 1962.

D: Per concludere, qual è la sua ricetta, se ne ha una, per stare bene e vivere a lungo?

R: Ecco i punti fondamentali del regime:

1) Integrare l’alimentazione con notevoli quantità di Vitamina C (da 6 a 18 grammi), Vitamina A, E, B.

2) Assumere minerali (calcio, ferro, rame, magnesio, zinco, cromo, selenio, ecc.)

3) Ridurre l’assunzione di zucchero

4) Mangiare ciò che piace, ma in maniera moderata

5) Bere molta acqua e pochi alcolici

6) Fare attività fisica

7) Non fumare

8) Evitare ogni forma di stress

9) La caratteristica principale rimane comunque l’apporto di vitamine, soprattutto di Vitamina C!

Questa intervista e’ stata pubblicata per la prima volta nell’Aprile 1996 su Nutrition Science News…ciascuno ne tragga le proprie conclusioni!

Veleni di bellezza

Anche quello che usiamo per l’igiene e la cura personale può rivelarsi pericoloso: questo video statunitense spiega come le multinazionali ci stiano avvelenando utilizzando componenti nocive persino negli shampoo per bambini.

Ormai dobbiamo fare attenzione a tutto ciò che utilizziamo quotidianamente: in nome del dio denaro ci ritroviamo schifezze dal cibo che mangiamo alla crema che usiamo per le mani.

L’unico modo per combattere questa disastrosa situazione e proteggerci è informare ed informarsi.

Buona visione.

Cancro:le cure proibite

Qualche giorno fa vi ho postato l’articolo su “gli oncologi rifiutano la chemio

Oggi vi propongo un video che forse i più conoscono ma secondo me merita davvero di essere visto.

Ovviamente ribadisco il concetto che chi vi parla non ha assolutamente alcuna competenza medica per cui non può accertarsi della validità di certe teorie.

Buona visione a tutti

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Gli oncologi rifiutano la chemio

Vi siete mai chiesti se i medici,in caso di cancro,si curerebbero con la chemioterapia?

Beh il prof. Tullio Simoncini nel suo libro intitolato “Il cancro è un fungo”,ha raccolto alcune testimonianze che vi ripropongo e vi consiglio di leggere:

“Il Dr. Hardin Jones, docente presso l’Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano.” Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate”. [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

 

“Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti”. [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].

 

“I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un’esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale”. [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].

 

“Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino – uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano – mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità della chemioterapia”. [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].

 

“Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a “prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico.” Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l’80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

Ovviamente chi vi scrive non è un medico e non può accertarsi della veridicità di certe teoria ma sembra che il prof. Simoncini abbia curato svariati tumori,anche in malati terminali,con il semplice aiuto del bicarbonato di sodio.

D’altra parte ci sono altri medici che affermanoo che l’utilizzo del bicarbonato non solo non servirebbe a nulla ma sarebbe addirittura dannoso per il nostro organismo.

Per come la vedo io la cura più importante per qualsiasi malattia è l’auto-convincimento.Se credi che una malattia sia incurabile allora sarà incurabile ma se credi di poter guarire allora guarirai.

Se volete informarvi riguardo il prof. Simoncini basta cercare i suoi video e le sue teorie tramite google.

Buona ricerca
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Fonte:”il cancro è un fungo”

Cellulare: una bomba in tasca

Controllando su vari siti sono giunto a conoscenza di una nuova ricerca sui rischi per la salute legati all’uso dei cellulari.Che non facessero proprio bene potevamo immaginarlo anche da soli ma averne la “certezza” è tutt’altra cosa.
Il rapporto è stato presentato al dipartimento di telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IITT di Bombay di ingegneria elettrica.
Il curriculum del professore è reperibile qui

Questo studio mette in guardia sull’uso eccessivo dei telefoni cellulari a causa delle radiazioni che emettono che sono dannose per la nostra salute ed in particolare per quella dei bambini,i quali hanno una corteccia celebrale meno spessa.

I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori sono i seguenti:

  • Un aumento del 400% del rischio di contrarre il cancro al cervello per gli adolescenti; tanto più è piccolo il soggetto e tanto maggiore è la probabilità di rischio. Questo perchè ad età più basse è favorita una migliore penetrazione delle onde elettromagnetiche nella scatola cranica, decisamente più sottile di quella di un soggetto adulto. Se poi consideriamo che per gli adolescenti il cellulare è un oggetto di culto, e molti ne possiedono anche piu di uno, direi che il dato è ancor più preoccupante.
  • Un eccessivo uso dei telefoni cellulari per più di 30 minuti al giorno per 10 anni aumenta il rischio di cancro al cervello e neuroma acustico.
  • Le radiazioni causano problemi di infertilità maschile irreversibili; gli studi condotti hanno riscontrato una riduzione del 30% di spermatozoi nel liquido seminale per chi fa un uso intensivo del cellulare.
  • Le frequenze su cui operano i cellulari possono provocare danni al DNA; le radiazioni incentivano la formazione dei radicali liberi all’interno delle cellule.
  • Le frequenze su cui operano i cellulari interferiscono con il corretto funzionamento di alcuni dispositivi salvavita come pacemakers, potendo provocare quindi morte improvvisa.
  • L’esposizione ai cellulari può attivare la risposta allo stress nelle cellule degli uomini e degli animali, che causa la produzione delle proteine dello stress. Questo dimostra come il corpo riconosce le radiazioni dei cellulari come potenzialmente dannose.
  • I campi elettromagnetici provocati dai telefoni cellulari e dai ripetitori indeboliscono il sistema immunitario e stimolano la risposta allergica ed infiammatoria, assieme a eruzioni cutanee, piaghe ed altre lesioni.
  • Le persone che utilizzano il cellulare per più di 30′ al giorno per più di 4 anni hanno un rischio più alto di perdere l’udito; le cellule ciliate presenti nell’orecchio interno (nella coclea) se vengono danneggiate non si rigenerano.
  • L’uso massivo del telefono cellulare può danneggiare il sistema visivo; le frequenze dei cellulari (900, 1800 MHz e 2450 MHz), danneggiano le cellule epiteliali ed aumentano la temperatura interna degli occhi.
  • Le radiazioni dei telefoni cellulari possono indebolire le ossa e causare la riduzione dei livelli di melatonina (un antiossidante potenziatore del sistema immunitario)
  • Un aumento del rischio di cancro alle ghiandole salivari.
  • L’esposizione ai campi elettromagnetici può causare disturbi del sonno e malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer ed il morbo di Parkinson.

 

Le multinazionali che producono telefoni cellulari secondo voi sono a conoscenza di questi studi?

Io ormai non mi stupisco più di nulla e di certo non mi stupirei se come al solito questi “ominicchi” se ne fregassero della nostra salute in cambio del Dio denaro!

Ora non vi sto suggerendo di buttare i vostri cellulari,questo strumento infatti si è rivelato notevolmente utile nella vita di tutti i giorni.Basta pensare al caso in cui qualcuno abbia una qualsiasi emergenza.

Tuttavia ciascuno di noi può rendersi conto di quanto questo strumento sia diventata una vera e propria schiavitù.

Non mi credete?

Provate a spegnere il cellulare e ad uscire di casa.Basta anche una mezza giornata.Vi sentirete enormemente più liberi!

 

 

Osate sapere,la conoscenza rende liberi!

QUI è reperibile l’intero studio fatto dal Prof Girish Kumar

Lo zucchero che non conosci

 

Quella di cui voglio parlarvi è forse la polvere bianca più famosa del mondo.
No,non sto parlando di qualche famosa sostanza stupefacente ma di qualcosa di molto più semplice e con cui ognuno di noi è a stretto contatto ogni giorno.
Sto parlando dello zucchero,quella meravigliosa granella bianca,raffinata, che utiliziamo per dolcificare i nostri alimenti e che ritroviamo in tutti i prodotti di origine industriale.

Vi parlo dello zucchero perchè non tutti sanno che questo alimento è il prodotto di una lunga catena di trasformazioni che ha inizio dalla barbabietola o dalla canna da zucchero e che prosegue con l’uso di elementi non proprio salutari.
Se la barbabietola è rossa e la canna da zucchero invece ha un colore ambrato,per quale motivo lo zucchero che utiliziamo con maggior frequenza è bianco?
La spiegazione è molto semplice e risiede nella lunga serie di prodotti che vengono utilizzati per la sua raffinazione.

In primis lo zucchero grezzo viene lavato con latte di calce poi, per eliminare la calce che e’ rimasta in eccesso, viene trattato con anidride carbonica.Ma non è finita qui,infatti il prodotto così ottenuto avrebbe un colore scuro quindi viene trattato con acido solforoso e poi sottoposto a cottura,raffreddamento e cristallizzazione.Infine avviene la centrifugazione.
Probabilmente starete pensando che sia finita qui.Invece siamo arrivato solo allo stadio dello zucchero grezzo da cui parte la seconda fase della lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale e’ una bianca sostanza cristallina che non ha piu’ nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza.

Tutti questi processi industriali non solo lasciano traccia di sostanze nocive e cancerogene nel prodotto finito ma privano lo zucchero che consumiamo di tutta una serie di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio.
Che sarà mai?
Ed invece no.Infatti la mancanza di queste sostanze nutritive fa si che il nostro organismo,nel momento in cui deve digerire questa porcheria artificiale,deve ricostruire in parte la catena degli elementi distrutta dal processo di raffinazione rubando quelle stesse sostanze nutritive a se stesso.

Tra gli effetti principali di un eccessivo consumo di zucchero sono stati riscontrati:

–processi fermentativi a livello intestinale con eccessiva produzione di gas e distensione addominale,nonchè alterazione della flora batterica con conseguenti coliti,stipsi,diarree,ecc…
–influenza sul sistema nervoso causando stati di irritabilità,euforia ed una vera e propria dipendenza
–un aumento della glicemia nel sangue
–abbassamento delle difese immunitarie,poiche’ l’esaurimento delle forze e delle energie si traduce in una minore capacita’ di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad ammalarsi. Quando mangiamo 50 gr. di zucchero bianco, la capacita’ fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% e questa diminuzione del sistema di difesa dura circa 7 ore.
–un progressivo deterioramento delle riserve di calcio dell’organismo con conseguenze alle ossa ed ai denti
–carenza di tutte le vitamine del gruppo B
–cancro

Non è mia intenzione fare allarmismo,senza considerare che i suddetti “effetti collaterali” sono direttamente proporzionali all’uso che fate di questo “delizioso veleno”,ma se proprio abbiamo intenzione di dolcificare i nostri alimenti,perchè non ricorrere allo zucchero di canna grezzo o al miele?

Edit:lo zucchero bianco può essere trovato nella pasta,nel pane bianco,nei pomodori pronti,nelle bevande dolci, nel pesce,nelle verdure,nel mais preparato,nel miele industriale e in grandi quantità nelle sigarette.
Possiamo trovare lo zucchero perfino nel sale!